Paolo Colagrande

Nato a Piacenza nel 1960, Paolo Colagrande ha vinto nel 2007 il Premio Campiello Opera Prima con Fìdeg (Alet). Scrive racconti su “Panta” e “Linus”. È fra i fondatori della rivista “Laccalappiacani”, collabora con ttl inserto de “La Stampa”. In libreria dal 28/05/2008 il suo romanzo, Kammerspiel (Alet). Nel febbraio 2010 è uscito il suo nuovo romanzo Dioblù (Rizzoli)

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6 risposte a “Paolo Colagrande

  1. caro paolo, sono una giornalista e avrei bisogno di contattarti per un servizio cui sto lavorando con i ritmi fagocitanti da “giornale” che conosci.
    puoi scrivermi un tuo recapito? via mail, la leggo sempre. grazie

  2. Paolo a me Fìdeg m’è piaciuto da morire. Bello, proprio bello. E adesso che sei anche in rete godrò un altro po’ a leggerti (e a leggere le parole che tutti noi spendiamo). C’è una piccola questione che mi attanaglia da quando ho letto il libro. Siccome non trovavo un contatto con te sulla rete, ho anche scritto una domanda al proposito alla voce “Paolo Colagrande” sul sito di Nori. Te la riporto:

    …Nel suo libro Fìdeg Colagrande cita Manzoni (le trecce morbide…) ma credo che ci sia un errore. la mia copia riporta SPARSE LE TRECCE MORBIDE SULL’AFFANNOSO PETTO… ma a me pare che a scuola mi avevano fatto due maroni così(prima di diventare ministro dell’interno, che aveva ancora la minuscola…Maroni) perché quello era un clamoroso (Clamoroso???) esempio di accusativo alla greca in lingua italiana. E se così è la frase dovrebbe essere SPARSA le trecce morbide sull’affannoso… e non SPARSE…
    A questo punto le possibilità sono:
    O io non mi ricordo un bel niente né della scuola né di Fìdeg

    O la mia copia di Fìdeg è sbagliata

    O a scuola mi hanno detto più cazzate di quello che credessi

    A quale di queste possibilità daresti credito?

    Grazie.

    Ecco, sia chiaro che non vuole essere una polemica, critica o una saccente precisazione… oltretutto è non è in strettissima relazione col contesto “creato dall’autore”…quindi è puramente una curiosità e non mi costerebbe nulla scoprire di aver preso un bel granchio (sull’accustivo? sul Manzoni? O sul Colagrande?).
    La mia fidanzata mi ha detto che sono un gran spaccamaroni con ‘sta storia. Spero di no.
    Scusate se sono stato un po’ lunghetto.

  3. Ciao Paolo, io sono Alan ed abito nella tua città. Ho letto il tuo Fìdeg e mi è piaciuto, ho già acquistato anche il nuovo ma devo ancora iniziarlo, ma cosa ti volevo dire ah sì t’ho visto diverse volte a presentare le tue cose al Baciccia e anche l’anno scorso al festival dell’unità sul facsal, poi mi sa tanto che oggi sab. 25 ottobre t’ho visto pure sull’argine a correre. Io ci faccio dei giri in bici.
    Comunque, siccome anche a me piace molto scrivere vorrei invitarti a leggere qualcosa sul mio blog:
    http://snaporazblast.wordpress.com/
    Quando hai tempo e voglia mi piacerebbe avere l’opinione di un professionista vero e, magari, se ti va qualche volta ci facciamo un bianco in giro. Vabbè ciao e complimenti, dopo la Fiordaliso sei la persona più famosa di Piacenza 😉

  4. Ehm, scusate se intervengo ancora. Nel blog menzionato sopra ho scritto un pò di cose dedicate a Paolo Colagrande ed altri suoi amici scrittori che mi piacciono molto e mi hanno fatto tornare la voglia di rimettermi a confrontarmi con la pagina bianca per inventare qualcosa. Spero che ciò che ho scritto possa divertire anche i visitatori di questo blog e spero che possano nascere belle discussioni ed amicizie (e magari per quelli di Piacenza e dintorni anche qualche bella cena in cui far girare dei rossi e coricare bottiglie di amari).

  5. Gentile Sig. Colagrande

    Leggere il suo Fideg è stata una piacevole esperienza. Una nuova morfologia semantica che preclude una iniziazione di passione alle parole. Affabulante, ammiccante, impulsiva tacitamente.

    Le scrivo proprio nel giorno di San Martino e io come novello scrittore ho avuto la piacevole esperienza, mi perdoni la ripetizione, di assistere a una sua lezione. Non la conoscevo come autore e prevedo la conoscenza del suo Kammerspiel a breve. Non sono qui per chiederle un rimborso spese (le confido che per molti libri, la tentazione è forte).
    Tra le pagine, sui tram e abat-jour di sera, mi sono divertivo compartecipando alle vicende soprattutto di Ugo Pigozzi. La scrittura, personalmente, può o deve diventare soggettiva, impersonale e colorata come bolle di sapone tra coriandoli.

    Spero di risentirla ovunque.
    Dunque così.

    Francesco Ciaccia
    ciacciaciaccia@yahoo.it

  6. Exegi monumentum

    Mi sono un monumento eretto non di mano umana,

    ad esso il popolare sentiero non andrà perduto,

    s’è levato più alto colla superba fronte

    della colonna d’Alessandro.

    Non morrò tutto – l’anima nella riposta lira

    vivrà oltre il mio cenere e fuggirà la corruzione, –

    ed io sarò glorioso finché nel mondo sublunare

    anche un solo poeta sarà vivo.

    E per tutta la vasta Russia di me correrà fama,

    ed in essa ciascuna lingua m’invocherà,

    degli slavi il nipote altero, e il Finno, e l’or selvaggio

    Tunguso, ed il Calmucco amico delle steppe.

    E sarò caro a lungo al popolo perché

    nobili sentimenti destai colla mia lira,

    ed in crudele secolo la libertà cantai

    e chiesi grazia pei caduti.

    Al comando di Dio resta docile, Musa,

    senza temere offesa né chiedere corona,

    indifferente accogli la calunnia e la lode,

    e con lo sciocco non contendere.

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