“Scivolo” di Athos Ganassi. Polemica al vetriolo fra i critici Marinari Certosini e La Quaglia.

Riportiamo per esteso il sanguinoso botta e risposta fra i critici Marinari Certosini e La Quaglia circa la recensione di quest’ultimo al romanzo “Scivolo” di Athos Ganassi (ed. Carnai)

“Viene da chiedersi quale ideale insegua la critica letteraria oggi. Ci si imbatte in formule protocollari omologate nei palinsesti delle agenzie pubblicitarie e i quegli stessi loschi protocolli. Non c’è ideologia nè dottrina, e non c’è anima, nè tantomeno visione. La critica dismette la ragione e la sua scienza, e ripiega sul più confortevole e indolente abbandono servile, o impietosamente vessatorio, che è la stessa cosa. Mai come oggi la critica asseconda, e al tempo stesso fraintende, la sua etimologia, di cui però sposa il parente malato: crisi, che vuol dire separazione, e quindi rottura: qui nell’accezione patologica di rovina. Ma difficilemnte la rovina critica raggiunge livelli così pateticamente miserabili come nella recensione, a firma del pur blasonatissimo Orlando la Quaglia, del romanzo Scivolo di Athos Ganassi. Vorrei che il La Quaglia riflettesse sullo strazio scimunito del suo misero prodotto, sul vuoto alla melassa di quel fantasma di parole che mai neppure sfiora la decenza del discorso compiuto, tantomeno del ragionamento. E il paradosso sta nei supposti scopi: il libro di ganassi sarebbe anche onesto, forse letterariamente apprezzabile, ma le parole mercimoniose di La Quaglia ne uccidono ogni utopia, e inducono il disprezzo anche verso l’incolpevole autore. Non è facile adesso leggere scivolo senza impillaccherarsi del guano seminato dal suo preteso paladino”.

(Renato Ippolito Marinari Certosini – L’Anulare, p. 782, giugno 2010)

“Non saprei con che animo rileggere la pagina pubblicata sull’ultimo numero dell’Anulare, sezione critica della critica critica, a illustre firma di Marinari Certosini. Dico rileggere perchè la prima lettura non basta a sciogliere il nodo di un dilemma: se la bile dell’insigne critico maturi da rancori mal sedimentati o rappresenti una più sofisticata e mistificante espressione di quello che lui stesso denuncia. Note sono le posizioni del Marinari Certosini verso opere di levissimo quasi evanescente spessore letterario, gratificate dell’effimero successo di una stagione balneare, o peggio, rifiutate anche dal pubblico meno esigente: altrettanto note sono le sue, malconfezionate e malcondite,  catilinarie verso quella che lui definisce Critica militante, di cui però lui rivendica la primogenitura nel moto storico del presente secolo. La realtà è che è facile espreimersi come lui, ed è facile raccoglierne il favore di un, peraltro sempre più debole, applauso di finti colti che inquinano le falde della cultura e ne appestano il terreno come la cuscuta, senza idee, senza forza e senza cervello. Ma è lo stesso marinari Certosini a sbugiardarsi, nella sua inutile imprecazione: il libro di Ganassi forse è onesto. Non è solo onesto, Scivolo di Athos Ganassi, ma è un ritorno, una redenzione, un risarcimento per tutto la paccottiglia di fine stagione che il nostro rinomato critico ha fumigato di smodata lusinga lungo la sua carriera. E’ anche onesto, Scivolo di Ganassi, certo. E’ proprio l’onestà, forse, il terreno più accidentato per chi vuol far critica”.

(Orlando La Quaglia – Caffè Cavour, p. 821, Luglio 2010)

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31 risposte a ““Scivolo” di Athos Ganassi. Polemica al vetriolo fra i critici Marinari Certosini e La Quaglia.

  1. Cose tremende. Cosa possiamo fare noi, di questo blog epicureo parakunderiano, non-violento per necessità, anti-assertivo e antiquato e con lo sguardo rivolto al cielo?

  2. vien da chiedersi chi dei due l’abbia letto veramente, il libro di Ganassi, o se non sia una mera parodia delle sterili diatribe che ammorbano il palinsesto televisivo con lo scopo di far emergere le coscienze dalla opprimente apatia del periodo estivo.

  3. Strano. Nessun accenno alla morte di J. questa volta.

  4. Perchè qui la diatriba supera ganassi, lo trascende. E’ critica della critica critica. Va’ a capire

  5. critica al cubo
    (ero quasi tentato di sostituir la b con un’altra consonante)

  6. Per capire bisogna fare della dietrologia, che va sempre di moda.
    Sghimbesci iperbolici, genuflessioni gergali al fine della mera ripetizione dell’indice del dizionario italiano, sino alla voce abbrevviazioni.
    E’ vero Paolo, questi malemeriti critici contribuiscono, a mio modesto parere, all’entropia etimomologica che Ganassi cercavi di porre nulla.
    Come Hemingway, bisogna scrivere per i camerieri.
    Ganassi l’ha fatto con leggerezza.
    La Quaglia e Certosini celano nella parola, una complessa invidia del pene non risolta.

  7. Comunque io questa diatriba non l’ho capita molto. Bisogna che parlino un po’ come mangiano, questi critici qui. Oppure che vadano a mangiare insieme se la sbrighino tra loro, invece di litigare in pubblico; che poi, chissà se stanno litigando, o non ci sia sotto un altro tranello. E poi, in tutto questo bailame c’è un grande assente: Ganassi.
    Insomma, meglio occuparci di Pino, la riccia. E’ cresciuto Pino, Michela?

  8. Si è vero, ‘sto povero Ganassi rischia alla fine di essere cornuto e mazziato.

  9. Io di Pino la riccia mi sto affezionando e sto risparmiando per il mantenimento agli studi.

    Paolo, non ti commuovere, ti preferisco quando ridi.

  10. Ma quante cose sono successe oggi? La polemica tra i due critici devo rileggermela piano piano che a un certo punto li ho persi, sarà la stanchezza, sarà il caldo, sarà che ho passato buona parte della giornata a sbrinare un -20, a mettere in ordine tra le mie provette e fare le griglie delle scatole (vi assicuro che dopo una, due ore al massimo, di quel lavoro le poche connessioni ancora in vita si atrofizzano), o forse sarà il bianco di ‘sta sera, comunque confesso: devo rileggere con calma che non ho mica capito molto.
    Però mi pare che noi, con il nostro sguardo rivolto al cielo (e al mare), possiamo continuare per la nostra strada, tranquilli o agitati a seconda del momento, bisognosi dell’aiuto del dottor Rank o meno. Noi possiamo leggere Scivolo, intervistare Ganassi, dargli due dritte su come vestirsi, cercare tra i nostri amici librai qualcuno interessato a promuovere Scivolo, prestare il romanzo ad amici in modo di farlo conoscere. Insomma possiamo continuare a fare come al solito. Capo potresti anche invitarlo qua che secondo me Ganassi ci si troverebbe bene qua a casa tua.

    Pino sta bene, ora vado a dargli/darle da mangiare, che a quest’ora è bello sveglio, ieri notte si è mangiato/a un quarto di mela e della carne per gatti. ‘sta mattina in un piattino, che in realtà è un coperchio di un barattolo, non c’era nulla, nell’altro c’erano solo i pezzetti della buccia della mela tutti masticati.
    Francesco volevo seguire il tuo consiglio per capire se è riccio o riccia ma in casa non sono riuscita a trovare né Playboy né un paio di scarpe con tacco 11. Bisognerà passare a un piano B.

  11. Be’ naturalmente Ganassi è il benvenuto, qui nel blog. Ma sappiamo che tipo è. Preferisce il silenzo della sua camera in Bastioni gran sasso, lontano dai clamori; qui nel blog verrebbe trattato da ospite d’eccellenza, come è capitato con altri illustri ospiti, perchè siamo persone per benino. Insomma Athos, venga pure, se si sente. Se non si sente comprendiamo. Poi ormai la promozione è in pista, e c’è un grande avvenire davanti a quel vespino rosso.
    Qui ci vorrebbe la musica, ma non so se si riesce a metterla. Secondo me è un traffco metter la musica. Ciascuno metta quella che preferisce.
    Belle notizie mi pare, da Pino. Siamo orgogliosi.

  12. Volevo poi avvisare che dopodomani vado nel maso, dove non prende internet (neanche il telefono, ma qui i telefoni non c’entrano). Quindi non spaventatevi che non è come le altre volte che non mi son collegato magari per dei mesi, per insondabili ragioni collegate alla fatica di stare al mondo. Sono solo al maso. Poi torno, ai primi di agosto. Una cosa veloce. Ho voluto avvisare in anticipo a scanso di equivoci. Ma domani ci sono ancora.

  13. Michela, bisogna passare al piano B. Al momento però sono sprovvisto. Dovrà esserne uno con un esito poco dubbio, la psiche di Pino è ancora molto labile.
    Non vorrei anche comprare un grembiulino azzurro invece di rosa.

    Paolo fai buone vacanze anche se non capisco cosa vuol dire maso.

  14. io ne conosco uno, di maso, che di cognome fa Martis; la versione rosé è veramente ottima

  15. Per francesco: un maso e’ un maso. Non ti sto prendendo per il maso, e’ cosi’ non si puo’ spiegare.

  16. Diciamo che vado sulle montagne, a me non piacciono le vacanze, però ho dei bimbi piccoli, e il maso mi sembra il giusto compromesso.

  17. Capo divertiti e riposati su nel maso. Noi cercheremo di non fare troppa confusione in tua assenza.

    Volevo dirvi che per la prima volta Pino ‘sta sera non si è lasciato prendere in mano, io volevo metterlo nella gabbia di Cato, che Cato non ci va mai se non le volte che l’abbiamo portato dalla veterinaria, e così ora è una della Pino tane, l’altra tana è tra l’armadio e il muro dove prima del suo arrivo c’erano lo stendino e l’asse da stiro, ma lui non ne voleva sapere e ha fatto la palla spinosa da vero riccio. Poi ho preso i guanti di cuoio che uso per rinvasare le piante grasse e ci sono riuscita, ma l’ho fatto solo perché dovevo pulire un po’ per terra che i ricci non son mica gatti e insomma serviva pulire, anche per lui l’ho fatto, ma anche per me. Che soddisfazioni che ci dà Pino. Cresce che è una meraviglia.

  18. Son fasi della crescita. Un po’ di ostilità è sintomo di una presa di consapevolezza. Secondo me stai facendo un lavoro eccellente. Sono soddisfazioni, lo credo. Mi spiace che per una settimana non potrò avere notizie, ma in ogni modo qui è tutto a posto, qualcuno si ricordi di dare l’acqua ai fiori.

  19. In fondo non è importante se Pino sia maschio o femmina, lasciamolo libero di scegliere la sua identità sessuale, che qua siamo anche un blog anarchico e libertario, uno dei pochi sopravvissuti alla Grande Ondata Mefitica.

  20. ‘sta mattina mi sono alzata presto. Sarà l’effetto ferie, sarà l’aver tempo davanti senza niente e nessuno che decide per me. Presto. presto per essere domenica e per non aver puntato una sveglia.
    Sono passata da qua a dar da bere alle piante. Buona domenica.

  21. bon, dai, stasera, le piante, le ho annaffiate io; Ganassi, nel mente che bagnavo, è passato di sotto col vespino; dice che saluta tutti, che è sereno, della polemica -sterile, aggiungo io- gli importa punto. Vorrebbe sapere se c’è qualcuna che vuol far dei salti alla Balera Giovedì sera, lui sarà a uno dei tavoli sotto la pergola. Dice che il vino è buono, merta proprio di andarci fino a Scarpineto de’ massi, tanto poi, al ritorno, la strada è tutta discesa.

  22. ah, quasi dimenticavo: dice anche che è contento per Pino.

  23. anche Pino è contento dei suoi nuovi amici e parenti. Vi saluta.

  24. Michela mi ha detto di fare un salto ad annaffiare le piante. Così, eccomi qua.
    Mi sono affacciata per vedere se passava Ghinassi, ma non l’ho mica visto.
    Mi raccomando, cercate di stargli vicino, che lui è uno che non lo da a vedere quando soffre, tiene tutto dentro, che me l’ ha detto anche sua nonna, e non vorrei che prima o poi alla zitta e cheta facesse qualche sciocchezza tipo lanciarsi a velocità spropositata col vespino in cerca dell’incidente, Dio non voglia, mortale.

  25. Ciao a tutti, son tornata dalla mia settimana di vacanza (a Venezia) e volevo dirvi che Pino in questi giorni è diventato grandissimo, è proprio un signor riccio ormai, secondo noi ora dovrebbe cavarsela bene anche senza il nostro aiuto. Bon, bisognerà iniziare realmente a pensare al suo futuro. L’amica con la casa in campagna sembra essere, per ora, la cosa che ci da più tranquillità, ci sono altri ricci in zona e la zia di questa ragazza è una ricciara, è anche riuscita a salvarne uno che era ancora in età da latte.

    E poi volevo anche dirvi che mentre ero lì un pomeriggio volevo vedere/sentire una cosa chiamata L’ultima notte di Évariste Galois, una cosa fatta da letture di Giordano accompagnate dagli GnuQuartet. Mi incuriosiva, c’era ingresso libero e io le sale apollinee non le avevo mai viste (prima che bruciassero e volevo vederle almeno da rifatte). Poi Giordano non c’era, per problemi personali, ma quello che è venuto fuori non era male e quando alla fine ci hanno offerto il prosecco, e naturalmente io l’ho preso, c’era uno che visto da dietro sembrava proprio Ganassi. Non son sicura, ché l’ho visto solo una volta in foto e poi il prosecco mi va in testa velocemente, però secondo me era lui o suo fratello gemello.

    Bagno le piante e vado che se no commento troppo. è che questo posto mi è mancato.

  26. uhé, cosa l’è sucès? Uno sta via qualche giorno a a fare i turni in cucina a girar le salamine alla festa di paese e qua si ristruttura l’abitazione;
    pochi fronzoli, non ci son mica più neanche i vasi sul balcone -saran mica seccate, le piantine, eh?-, in fondo non è neanche male.
    Ah, domenica sera, alla balera, s’è presentato il cugino dell’Athos -Melchiorre-, ci ha detto che l’estate, a casa Ganassi, procede tranquilla.
    E di Pino, nessuna notizia?

  27. Eccomi, son tornato. A dir la verità son tornato da qualche giorno.
    Eh non lo so Cecilio cos’è successo, dev’esser passato qualche autore invidioso di Athos Ganassi.
    Ad ogni modo non so se avete seguito le pagine culturali dei giornali nazionali, ma Ganassi è sempre in pista, e diventerà il tormentone della tarda estate / primo autunno.
    adesso pubblico gli estratti.

    Pino mi sembra che stia bene

  28. gli architetti del web son quasi peggio di quelli che fan gli edifici; in più, i primi, non han nemmeno bisogno di far la Denuncia di Inizio Attività all’Ufficio Tecnico del Comune

  29. aggiornamento/confessione
    Io e Pino abbiamo parlato, molto. Tradotto: Pino mi ha fatto il culo, me lo meritavo ma inizialmente ci sono rimasta male. Il punto è che non è facile sentirsi dire: te che a vent’anni hai iniziato con i io qui ci sto bene ma vorrei andarmene a finire di studiare a Pavia, te che per tre volte te ne sei andata a vivere fuori Italia (periodi brevi tra i cinque e i nove mesi, però l’hai fatto), te che in perfetto stile sorella maggiore rompina ti sei sentita autorizzata a dire a tuo fratello di non passare dalla casa dei genitori al portare una vera al dito senza provare a starsene da solo, te, proprio te, ora mi chiudi qua in questa camera? Ecco, non è facile sentirsi dire certe cose, essere messa davanti ai propri sbagli così, senza tanti giri di parole. Penso che avesse ragione lui e oggi Pino dorme all’aperto, nella sua nuova casa, e dietro casa di Marzia ci sono more, vitigni, patate, cavallette, lumache, c’è un monte che lo aspetta e altri ricci che spesso passano da là.
    Ha detto di salutarvi e che quando si sarà sistemato ci manderà una cartolina.

  30. Sono molto contento per Pino, anche se mi sembra di cogliere un po’ di malinconia, nelle tue parole. credo che il pensiero di saperlo felice nel suo mondo sia una bella soddisfazione, ma di sicuro la casa senza Pino è un po’ vuota. Insomma ti sono vicino. Quanto a lui speriamo che si sistemi bene, faccia tanti ricci e si ricordi ogni tanto anche di noi.

  31. 😀 grazie fratello Paolo.
    Non vedere la mattina le sue costruzioni notturne fatte con i fogli di giornale mi manca ma sicuramente si sarà fatto una bella tana e poi ora ha a disposizione materiale decisamente migliore. Cato invece è bello contento, è tornato padrone di tutta la casa.

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