Stroncatura di Scivolo, romanzo di Athos Ganassi.

Scivolo, ultimo romanzo di Athos Ganassi, lascia ben poco di sè al lettore che fiducioso accondiscende alla lusinga del titolo. Ambiziosamente proiettato in un orizzonte metaletterario paranovecentista neobildungsroman, Scivolo si frantuma sin dall’inizio in uno sconcertante cosmorama di stereotipi, risibilmente trasfigurati nel gemito stentato e svenevole dell’io narrante/protagonista. L’arrancare del Ganassi si declina in una versicolarità estenuata e lassa che non offre nè tono nè lingua, neppure nell’unico plausibile spunto narrativo: la morte di J., comprimaria e squallida figurina bohémien in cartongesso che lo sciagurato lettore, a delusione già raccolta, speranzosamente elegge quale veicolo di guarigione di una storia già irreversibilmente in coma dalle prime battute. E poco altro si potrebbe aggiungere, sulla maldestra tessitura di questo libro che chiamiamo romanzo per pura convenzione. Niente può indurci a credere che le gioiose ed entusiastiche recensioni apparse su altre pagine racchiudano un solo sintomo di onestà critica e non siano invece puro vernissage, anticamera di un squallido giro di giostre.

(Vladimiro Pirioli, Stylos)

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25 risposte a “Stroncatura di Scivolo, romanzo di Athos Ganassi.

  1. mi sembra molto severa, e un po’ risentita, come critica. Con tutti il rispetto per Vladimiro Pirioli.

  2. Come immaginavo, il livello è da terza pagina di gazzettino provinciale. E subito balzano all’occhio la malafede e la più becera insipienza: Scivolo è opera prima. Che senso ha parlare di ultimo romanzo? Lasciamo stare il tentativo di chiuderlo in una gabbia di genere e di collocazione metastorica, ma vogliamo sottolineare la povertà di mezzi cognitivi di un sedicente recensore che non capisce che Scivolo è romanzo di parole e di idee, che rinuncia a sedurre il lettore (o meglio, l’acquirente, nell’ottica del Pirioli) con l’inganno semplificatore del plot? E com’è possibile che nel ventunesimo secolo qualcuno ancora associ l’idea di romanzo a quella di convenzione? Last but not least, dove ha letto il signor Pirioli le entusiastiche recensioni di cui blatera, se questo strazio pomposo da laureando onanista è il primo gesto d’attenzione delle riviste a Scivolo?
    Esiste un limite anche alla suscettibilità. Questa goffa stroncatura priva di argomentazioni dovrebbe inorgoglirci. Scivolo svicola. Per recensirlo, occorre leggerlo più volte; individuarne e separarne i piani; annotare con precise indicazioni gli elementi che ritornano. Ricostruirlo, insomma. Scivolo è stato stroncato perché al signor Vladimiro Pirioli non ne è sfuggita la grandezza. Ganassi è vittima del volgare tritacarne mosso dall’invidia. Un preciso piano politico, sociale, culturale che fa sì che i migliori restino senza voce, assordati da coccodè e grugniti.
    E adesso, fatemi andare a lavorare.

  3. Anche secondo, me. Non è Vladimiro Pirioli che parla, ma la sua cattiveria. Del resto Ganassi suscita sentimenti forti, estremi.
    A proposito, siamo sicuri dello stato di salute di Ganassi?

  4. Mah…leggere ultimo romanzo nella stroncatura mi ha nuovamente inquietata a dir la verità. Ma forse sono una che s’inquieta facilmente. Mi piacerebbe sentire il dottor Langsam, cosa ne pensa. Si capisce che è una brava persona, il dottor Langsam, e forse sarebbe il caso di fargli vedere anche il Ganassi che, tra stroncature e notizie che lo danno per defunto, tanto allegro non deve essere…

  5. Ganassi ieri stava bene, anche se, Voi capite, non ho potuto sincerarmi che fosse davvero tutto a posto. Aveva uno sguardo strano, lucido e determinato, al di là del muro di vetro delle lenti. E’ da ieri che mi sento fissato dallo sguardo di Ganassi. Chissà a cosa lo dobbiamo.

  6. La invidio un po’, per aver trovato il Ganassi lucido e determinato. Quando l’ho intervistato era così rassegnato e dimesso

  7. Lo sguardo era lucido e determinato, l’atteggiamento rassegnato e dimesso come al solito. Un’incongruenza che mi ha insospettito. Ma non credo valga la pena di pensarci troppo.

  8. Mi raccomando, tenetemelo d’occhio Ganassi, poverino! Che io mi ci sono affezionata e temo possa commettere una qualche sciocchezza, sensibile com’è, dopo quella immeritata vergognosa stroncatura.
    Abbasso Pirioli. Viva Ganassi.

  9. Io che pensavo che solo Aldo Grasso è fauture di critiche ingnominose. Mi devo ricredere.

    Consiglio al Ganassi degli ottimi fermenti lattici, non si sa mai.

  10. Spiace dirlo, ma il Pirioli dimostra di non aver letto il romanzo di Ganassi. Mette in dubbio la sincerità di altre recensioni, ma quanto sincero è lui?

  11. Habet bovem in lingua.

  12. Credo che questa bella casa sia frequentata da persone troppo perbene per cavalcare le stroncature a fini mercenari. E poi, diciamolo con calma ma una volta per tutte, quella del Pirioli sembra un cliché di stroncatura. I tratti somatici della prevedibilità le fanno perdere nerbo. Potremmo addirittura scomodare la categoria del segreto palese per dire che questa spietata critica vuole in realtà essere un encomio, ma stiamo al gioco e non sospendiamo l’incredulità.

    Nella fiera dello Scrittore Divo, un altro baraccone a cui fermarsi con sollazzo potrebbe essere quello dell’antologia a più mani che assecondi le vanità, le pose dell’autore. Provo a spiegarmi meglio con un esempio. Mi piacerebbe leggere una raccolta di dieci racconti in cui dieci protagonisti della scena letteraria scrivano a briglia sciolte individuando il desiderio profondo di un collega testa di serie (Colagrande, Lei stia fermo qualche giro, che ha già dato anche troppo. Vero?). In primis, del giovane eroe crapa pelata dallo sguardo severo e dalla vita divenuta difficile. Ho già in mente due titoli: “Visto che ci tieni tanto” o “Tanto va la gatta al lardo”, quest’ultimo come omaggio ad Achille Campanile (o forse alla vulgata su Achille Campanile). E ho anche l’esergo, per il giovane eroe. Una regola aurea firmata Wystan Hugh Auden: “If you would civil your land, first you should civil your speech.” Un bell’insieme impopolarissimo, mi pare.
    Ho provato a sentire Ganassi, ma non mi ha risposto. Io leggo una punta di sdegno nel suo silenzio e gli suggerisco di leggere George Bataille, il suo invito a frequentare una dissolutezza che insozzi il corpo, i pensieri, tutto quello che si immagina e, addirittura, l’universo stellato.

  13. cos’e’ successo mentre ero via?
    E chi e’ , poi, Athos Ganassi?
    p

  14. C’è solo una ipsilon, di diverso, rispetto al blog che mi è comparso nell’annuncio ricevuto nella posta elettronica di stamane.
    Mah, che c’entra? Non ho un’idea precisa, non son un dietrologo particolarmente preparato, ma a me par di vederci solo una sana botta di invidia per l’esordio subito coronato dal riconoscimento del premio dei signori Carpano.

  15. Ritengo che l’atteggiamento del Ghinassi possa far temere un gesto estremo che il suo carattere ombroso lo porterebbe certo a compiere lontano dai clamori della cronaca e dallo sguardo del pubblico. “Scivolerebbe” via, il Ghinassi, con modestia, ma anche con la certezza ferma che il suo romanzo verrà apprezzato da uomini oggi non nati o troppo giovani per essere già così arresi all’idolatria dei propri sentimenti, che siano di invidia, risentimento, o altro.
    So che potrà sembrare cinica la questione che pongo, ma mi chiedo se non sarebbe meglio per il Ghinassi sparire così, sempregiovane autore di un’opera prima, “strappato al male a venire”.

  16. Molto interessante l’iniziativa dei dieci racconti, speriamo che decolli. “Visto che ci tieni tanto” è un bel titolo, credo migliore di quel “Hai voluto la bicicletta” che mi era venuto in mente qualche tempo fa.

  17. Scusa la pedanteria Carlotta, ma l’autore si chiama Ganassi non Ghinassi, lo dico anche per il pubblico dei lettori, che potrebbe disorientarsi. L’iniziativa dei racconti è ottima. Possono essere anche brevissimi, poche righe, purchè siano racconti. Poi magari ci consultiamo con lui, per vedere cosa fare, ma adesso c’è tanta di quella carne al fuoco che non mi porrei il problema di una sua sparizione.

  18. So che è uscita una recensione positiva di Scivolo: di quelle però, temo, col pilota automatico. Puro meretricio editoriale insomma. Adesso la vado a trovare e la pubblico.

  19. Io ieri volevo prendere l’IC delle 18.07 da Brignole che mi avrebbe portato a Milano Centrale alle 19.55 giusto in tempo per cercare di assistere alla premiazione (se mi impegno riesco a farmi piccola, spostarmi tra muri di corpi, e raggiungere buone posizioni a forza di mi scusi e di sorrisi) ma mi sono auto-incastrata sul lavoro e l’ho perso. Rete Ubertoso Borgo qua non arriva, saranno le Alpi Liguri che disturbano, sarà che son negata a cercarla.
    Il capo e gli altri fortunati che erano lì hanno voglia di raccontare qualcosa?

    Lo so capo che hai tante cose da fare e ora devi anche cercare la recensione positiva e trascriverla qua, non voglio tagliere spazio all’astro nascente o già nato, sia mai, Ganassi merita attenzione ma io, sai com’è, sono curiosa: chi c’era sul treno, hanno dato soddisfazione gli schiaffi, come hanno coccolato la tua ultima creazione, com’era il tuo discorso?

  20. Poi vi racconto. Giuro.
    Ma è in arrivo anche l’intervista agli editors di Athos Ganassi, le punte di diamante della Carnai editori, Gruppo Editoriale Carnai. Ho ancora una volta preceduto stylos di una manciata si secondi. modestamente.

  21. Che vergogna. Ghinassi era uno che conoscevo una volta, una brava persona. Mentre scrivevo pensavo, guarda te c’è uno scrittore che si chiama come il mio amico, pensa delle volte la vita. E invece ero solo rincoglionita dalle temperature, che qua nel nordest, anche se si beve molto, si mangia molta frutta e si sta in casa nelle ore più calde, c’è da morire.

  22. Comunque Ganassi è un po’ che non lo si vede in giro, gli editori sono lì che si fregano le mani meglio di quei due quando c’era il terremoto a L’Aquila.

  23. Dalla mia propensione all’ignoranza, la stroncatura di “Scivolo” è artefatta, più un esercizio stilistico che di contenuto. Una simile silloge negativa è nell’intento “mascolino” di confermare la propria supremazia su un essere ritenuto, senza nessuna buona ragione. Forse Vladimiro Pirolo è un accanito seguace delle teorie darwiniane o forse aspetta Estragone Piroli, in fondo al suo fondale marino.

    Dubiterei delle buone recensioni, diffido troppo, che vertano troppo alla ruffianeria che un mero intento di comprensione letteraria. Perché i recensori, eccetera non escono prima con il Ganassi per bere almeno un birra o trascorrere una ora, tanto per capire chi è l’uomo ee lo scrittore?

    Con tutti i libri che escono ogni anno, il mondo dell’editoria parrebbe un felice Oktober Fest.

    Mi affiderei del “popolo sovrano” citando una show-girl ( parola che mi ricorda la propensione della donna a scacciare i cani ) italiana.

    E’ l’editoria che influenza il gusto delle persone o viceversa? Spero che il viceversa.

  24. Dalla mia propensione all’ignoranza, la stroncatura di “Scivolo” è artefatta, più un esercizio stilistico che di contenuto. Una simile silloge negativa è nell’intento “mascolino” di confermare la propria supremazia su un essere ritenuto, senza nessuna buona ragione. Forse Vladimiro Pirolo è un accanito seguace delle teorie darwiniane o forse aspetta Estragone Piroli, in fondo al suo fondale marino.

    Dubiterei delle buone recensioni, diffido troppo, che vertano troppo alla ruffianeria che un mero intento di comprensione letteraria. Perché i recensori, eccetera non escono prima con il Ganassi per bere almeno un birra o trascorrere una ora, tanto per capire chi è l’uomo e lo scrittore?

    Con tutti i libri che escono ogni anno, il mondo dell’editoria parrebbe un felice Oktober Fest.

    Mi affiderei del “popolo sovrano” citando una show-girl ( parola che mi ricorda la propensione della donna a scacciare i cani ) italiana.

    E’ l’editoria che influenza il gusto delle persone o viceversa? Spero il viceversa.

  25. Non capisco perchè due volte lo stesso commento. Forse ho una natura borderline

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