Storia della neuropsichiatria

Luglio 1, 2008 · 11 Commenti

Un dottore dei matti raccontava di aver avuto un paziente interessantissimo che credeva di essere un neuropsichiatra e diceva di avere in cura molti pazienti tutti affetti dalla stessa nevrosi, quella di credere di esser circondati da matti che si credono persone normali. Durante i colloqui il falso medico parlava, il vero medico ascoltava. Poi si salutavano. Ma erano colloqui inconcludenti, fini a se stessi, diciamo pure inutili. Son morti tutti e due, il dottore dei matti e il paziente. Questo fatto rappresenta l’unica verità di tutta la storia, che finisce così.

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sarà poi vero?

Giugno 19, 2008 · 59 Commenti

C’è una bella frase cu cui riflettere. La trascrivo qui sotto. Ogni volta che la leggo trovo un significato diverso. Come leggere La letteratura come menzogna di Manganelli, ma non credo che Ourednik abbia letto il saggio di Manganelli: quindi l’incontro è casuale.

La scrittura è verità, la letteratura è menzogna. Chi scrive sonda le sue reni e trova le sue parole; chi fa letteratura le impila. Questo permette di professare impunemente la menzogna, di non reagire. Niente per lo scrittore è più infido della scrittura, e per schivarla si rifugia nella letteratura, moltiplicando gli intrecci e imbrogliandosi nelle sue pieghe e nei suoi merletti. Le parole sono indifferenti come i mattoni lo sono per il muratore, i personaggi non sono per lui altro che recipienti vuoti nei quali riversa false passioni e sentimenti idioti. Perchè solo chi abbia vissuto la propria vita può instillarla nelle parole.

Patrik Ourednik

La poesia Ripenso al tuo sorriso era dedicata a un ballerino russo. Ma sarà poi vero?

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dice Francesco Maria Arouet

Giugno 4, 2008 · 7 Commenti

Dice Francesco Maria Arouet, detto volgarmente Voltaire, filosofo illuminista, che quando colui che ascolta non capisce colui che parla, e quando colui che parla non sa cosa sta dicendo, questa è filosofia.

 

“L’essere tenuto immerso

dell’esserci nel Niente

sul fondamento dell’angoscia latente fa dell’uomo il luogotenente

del niente”

 

“Nel domandare del Niente accade un tale andare oltre l’ente in quanto ente nella sua totalità”

 

(M. Heidegger)

 

 

“E io vado all’osteria a trovar padron migliore”

 

(L. Da Ponte)

 

 

 

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la prossima volta che nasco …

Maggio 23, 2008 · 14 Commenti

Chi mi ha allestito questo blog si è pentito: lui allestiva e io facevo dei danni, involontariamente. Ci vogliono meno di trenta secondi per distruggere il lavoro di un pomeriggio, se la distruzione è involontaria: se è volontaria l’operazione è più complessa e quindi più lunga perche diventa un lavoro. Insomma il blog parte tardi. Mi spiace per i cinquantasette milioni di italiani che aspettavano impazienti. Io sono Paolo Colagrande e abito a Piacenza, il mio codice fiscale è CLGPLA60L12G535G: nel codice fiscale ci sono sintetizzate tutte le informazioni utili, tranne i libri che sono qui di fianco. Chi mi ha allestito il blog mi ha detto come funziona il meccanismo: in sostanza, cinquantasette milioni di italiani e anche altri milioni di non italiani scrivono, io rispondo o comunque scrivo a mia volta ma seguendo un percorso più sofisticato perchè non faccio per vantarmi ma io sono l’amministratore del blog. I milioni di non italiani che intendono scrivere sono pregati di scrivere in italiano perchè delle altre lingue non ho piena padronanza. In questo blog si dovrebbe parlare di libri, quindi comincerei con cinque righe di Kammerspiel, tanto per gettare il cosiddetto sasso nel cosiddetto stagno. Kammerspiel è un romanzo. Sarà in libreria il ventotto di maggio, cioè tra qualche giorno.

Aveva alla fine ragione lui, Einstein: l’universo sarà anche sottoposto a una forza espansiva, come dice la teoria della relatività generale, ma stiamo tranquilli: c’è la costante cosmologica, che blocca i movimenti del cosmo in espansione e in contrazione. Cos’è questa costante cosmologica? Non lo so, ha detto Einstein, però c’è.

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