continuando a rugare nel rudo, per adesso

Dicembre 15, 2008 · 132 Commenti

Il Corpo umano ha coraggio, grazia, allegria, dignità e innumerevoli altre doti, ma è anche intrinsecamente tragico (a differenza dei corpi degli animali: nessun animale è nudo)

J. Berger

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132 risposte finora ↓

  • paolocolagrande // Dicembre 15, 2008 a 5:32 pm | Replica

    Venite pur su che qui è tutto un altro andare. Si va veloci come delle saette.
    Non ho ancora mantenuto la promessa ma stasera pubblico le correzioni (dovevo farlo ieri ma non ci son riuscito) dei temi.
    La frase qui sopra viene da “Abbi cara ogni cosa” (Fusi orari 2007).
    Parlava di desiderio, Berger, in quel punto, come difesa del corpo dalla tragicità che esso stesso incarna. Ma a parte l’intenzione dell’autore, mi sembra che l’intrinseca tragicità del corpo umano sia un bel punto di partenza.

    Restano irrisolti i miei problemi con
    Bernard Demerse e Jean Lescure, nel senso che non ho il piacere di conoscerli, se si presentassero magari…

  • paolocolagrande // Dicembre 15, 2008 a 5:39 pm | Replica

    Alla Strepponi, chiamiamola pure giusi, piace quindi Charms. Strano fantasma la Giusi, poco alla volta magari la conosciamo. Per rispondere a Carlotta che mi aveva chiesto cosa vado a fare a Luzzara: sono 5 incontri tra me e un gruppo di ragazzi, un progetto reggiano che si chiama On e si parla di scrivere e di leggere. Bello. E poi mi piace il posto.

  • paolocolagrande // Dicembre 15, 2008 a 8:40 pm | Replica

    Volevo poi dire, Carlotta, che quella citazione di cartone animato è quella che uso di più, autocriticamente, per via del mio decisionismo difettoso. Imito anche le voci degli avvoltoi abbastanza bene, credo.

    E Demerse e Lescure?
    E la citazione della giusi?
    Saranno tutti degli spam?
    E qual’è il plurale di spam, spams?

  • paolocolagrande // Dicembre 15, 2008 a 9:04 pm | Replica

    Demerse e Lescure li ho visti l’altra sera alla cooperativa lupi, bevevano come delle canale; devono avere molti dispiaceri. Demerse poi ha preso uno di quegli scuffioni che si è fin cagato addosso: Lescure era un po’ meno ubriaco ma non c’era da fidarsi a metterlo in macchina. E’ andata a finire che il padrone della cooperativa ha dovuto chiamare a casa di tutti e due che se li venissero a riprendere.
    Ce n’è un po’ dappertutto di soggetti così, è che alle volte sono un bel problema. Pietro, dimmi con chi vai….

  • pietro // Dicembre 15, 2008 a 9:54 pm | Replica

    Io non sono sicuro cosa dovrei dire, perche’ confondo quando si ride e quando si fa sul serio nei blog in genere. Se lei, Paolo Colagrande, intende davvero informarsi su Lescure e Demerse, che pero’ forse scherzava, in qual caso allora mi scuso, volevo solo dire che Lescure e’ morto, nel 2005, era uno scrittore francese che mi e’ venuto in mente per quelle frasi di pessimismo cosmico nelle quali mi piace bagnarmi. Pare che sia colui che ha dato l’idea a Queneau di scrivere gli Exercices de style. Demerse invece, casualmente, e’ uno psicologo/scrittore canadese, molto simpatico, che tra l’altro, degli exercices de style ne ha scritto la continuazione. Ma in realta’ la cosa che mi era venuta in mente piu’ di tutto era La testa di Ernst Augustin, e’ li’ che si parla di un povero vecchio coi piselli nelle orecchie. Comunque scusatemi in ogni caso per l’intrusione. cordiali saluti. Pietro

  • paolocolagrande // Dicembre 15, 2008 a 10:45 pm | Replica

    Quale intrusione? Qui sulla terrazza non ci sono intrusi, del resto è un blog poliregistro, minimalista, anche oulipo, tra l’altro e anche postkunderiano. E’ perfino arrivata la Strepponi, per non parlare di tutto quello che è successo nel post precedenti. Quindi Lescure e Demerse ci stan bene anche loro. E La Testa di Augusten è un capolavoro sul serio (non si trova più, credo). Quanto al pessimismo cosmico, sfonda una porta aperta, qui non si parla d’altro: e non ci si bagna più, perchè siam già tutti affogati.

  • La Strepponi // Dicembre 15, 2008 a 10:48 pm | Replica

    Il segreto del canto risiede tra
    la vibrazione della voce di chi canta
    e il battito del cuore di chi ascolta.

  • paolocolagrande // Dicembre 15, 2008 a 11:08 pm | Replica

    Neanch’io so quando si ride o si fa sul serio, ma non nei blogs (che ancora non so bene cosa siano, sto imparando), ovunque: ho una televisione che serve ai bambini per guardare le favole e i cartoni : perchè serva da tv occorre allungare il cavo dell’antenna. Ecco, quando allungo il cavo e mi collego, poi accendo e giro i canali non so mai quando si ride o si fa sul serio, e anche quando vado in libreria, o quando vado a sedermi al ristorante (quasi mai) e prendo la lista e vedo menù natura o menù light, o quando vado in edicola e trovo tutto tranne che i giornali oppure trovo il giornale che compro di solito con allegato un paio di zoccoli olandesi. Ho l’impressione che siano tutti scherzi fatti personalmente a me, perchè sono in fondo un permaloso.
    Perchè non partire da Lescure e Demerse per inventarsi qualcosa: Bouvard e Pécuchet, Gianni e Pinotto, Vladimir e Estragon, Aiazzone e Grappeggia o una bella coppia di amici che frequenta la cooperativa lupi. Senza mancare di rispetto a nessuno. E comunque adesso so chi sono, questi signori, e me li vado a studiare, quindi la ringrazio sul serio e non si senta intruso che non lo è, non più di me.
    Non c’è niente di cui scusarsi, perchè si dovrebbe scusare?

    Qualcuno ha trovato cos’era il testo della Giusi?

  • paolocolagrande // Dicembre 15, 2008 a 11:17 pm | Replica

    non l’ultimo, quello precedente.

  • Massimo // Dicembre 15, 2008 a 11:28 pm | Replica

    io non ho trovato niente, per ora (e forse anche per dopo) però volevo vedere come si sta in questo nuovo post… sembra carino, và

  • Pietro // Dicembre 16, 2008 a 9:47 am | Replica

    caro paolo colagrande,
    la ringrazio della risposta garbata, e mi scuso per essermi scusato, ma è un mio piccolo vizio, scusarmi, mi piace scusarmi, lo faccio spesso, mi fa sentire vivo, mi scuso dunque esisto.
    cordiali scuse
    p

  • carlotta // Dicembre 16, 2008 a 3:36 pm | Replica

    Adesso, lo dico così, senza andare a vangare su google, né in biblioteca, e a prescindere: la cosa della Giusi non suona orientale? Non so giapponese, indiana, quei manuali che scrivono loro, sapete?
    Lo so che è un po’ vago, ma mi sembra che potrebbe. E a voi?

  • carlotta // Dicembre 16, 2008 a 3:44 pm | Replica

    Ho anche voglia di dire una cosa sul corpo tragico, cioè sulla tragicità del corpo. Perché in fondo se ne era già un po’ parlato ai tempi dell’invidia prometeica, con levità. Però è una cosa seria, che dico davvero, non è molto oulipo, insomma, quindi chi vuole può saltarlo, questo post.
    Ecco, una cosa che io ho visto del corpo, e che dopo avere visto ho capito, e che dopo avere capito mi ha folgorata, è che il corpo, contrariamente a quanto si crede, fa un sacco di fatica a morire. E questa fatica è bellissima e terribile.
    Carlotta

  • Pietro // Dicembre 16, 2008 a 5:19 pm | Replica

    fa anche molta fatica a vivere, almeno il mio-
    (sempre scusate, mi è sfuggito)

  • carlotta // Dicembre 16, 2008 a 6:34 pm | Replica

    Sì, anche a fare le scale di corsa, a tagliarsi le unghie dei piedi con una mano sola e -in assoluto- a pensare.
    Ma io, perché scrivo su questo blog?
    Anzi, perché scrivere su un blog?
    Saluti, capo, con stima e davvero.
    Carlotta

  • paolocolagrande // Dicembre 16, 2008 a 10:05 pm | Replica

    Carlotta non far così che mi spaventi. Cosa sono questi saluti con stima e davvero ?

    E’ sempre fuori giri, il corpo; va insomma a manetta, soprattutto quando è ferito, perchè non pensa. Per questo fa fatica a morire.
    Del resto Spinoza era mica un bigolo.
    Non lo so perchè si scrive su un blog, giuro, ma magari parliamone, non salutare così che mi vien l’ansia.
    Lo dice anche Massimo che si sta bene qui. E tornato anche Pietro che aveva detto scusate l’intrusione…
    Insomma non vorrai mica andr via proprio adesso che correggo…
    cioè non adesso, correggo domani. Son appena tornato da Udine.

  • Francesco // Dicembre 17, 2008 a 7:24 pm | Replica

    Mi dispiacerebbe che Carlotta non volesse più scrivere nel blog. Non la conosco personalmente ma sono sempre molto interessanti le sue risposte (non ne abbiano a male gli altri e compreso il sottoscritto).
    Posso citare dal libro “La Versione di Barney” che sto leggendo:
    Apres tout, c’est una vie passable – Voltaire.

    Non conosco il francese (essendo nato a brindisi, ho delle buone basi di barese). Potrebbe esssere un piccolo sollievo. Buona serata a tutti (compreso io che sono in pausa lavoro)
    Francesco Ciaccia

  • La Strepponi // Dicembre 17, 2008 a 9:52 pm | Replica

    La solitudine è indipendenza: l’avevo desiderata
    e me l’ero conquistata in tanti anni. Era fredda, questo sì, ma era anche silenziosa,
    meravigliosamente silenziosa e grande come lo spazio freddo
    e silente nel quale girano gli astri.

  • Mirella // Dicembre 18, 2008 a 7:08 am | Replica

    La solitudine non è mica una follia, è indispensabile per star bene in compagnia

  • Massimo // Dicembre 18, 2008 a 9:16 am | Replica

    allora, Carlotta: uno, ho finito di leggere Perec e dobbiamo assolutamente parlarne, due la tua domanda sui blog fa riflettere e apre tutto un mondo di considerazioni che ci vorrà del tempo, per passarle tutte in rassegna. quindi, non te ne andare :-)

  • Paolo // Dicembre 18, 2008 a 10:07 am | Replica

    cosi’, per dire, io me ne sono andato già da tempo, dicendolo, ma nessuno se n’è accorto.
    addio di nuovo
    p

  • Massimo // Dicembre 18, 2008 a 3:30 pm | Replica

    beh, ma perché? anche con te volevo parlare un po’ di Perec… tra l’altro, grazie per il consiglio!
    e poi dai, resta anche tu. insomma, se vuoi, a noi ci fa piacere (mi sono autonominato portavoce del blog ;-) )

  • paolocolagrande // Dicembre 18, 2008 a 6:07 pm | Replica

    Allora.
    andare e venire è normale,e non è che se uno capita qui è necessario che tutti i giorni bisogna che dica qualcosa. Certo che mi ero accorto che Paolo non intervenva da un pezzo ma non avevo pensato che volesse salutare per non tornare. Non è che aveva dichiarato di volersene andare. Anch’io ogni tanto mi addormento. Ma la Carlotta invece l’ha dichiarato.
    Adesso non bosogna forzare nessuno ma mi spiace . insomma mi sembra che ia un bel posticino questo.
    Bravo Massimo, mi piace l’idea del portavoce del blog, un po’ come il portavoce del vaticano.
    Sei ufficialmente il portavoce del blog, magari alla fine restiamo solo io e te a raccontarcela.
    Be’ facciamo che correggo domani i compiti. Adesso sono un po’ stanchino.
    E comunque io mi sbaglierò ma vedo sempre lo zampino dello spam. Mi sbaglierò. (;

  • paolocolagrande // Dicembre 18, 2008 a 6:10 pm | Replica

    ma come si fa a fare il faccino che ammicca?

  • michela // Dicembre 18, 2008 a 7:07 pm | Replica

    questo? ;-) se sì eri quasi perfetto è punto e virgola (un occhio chiuso) trattino (naso) parentesi chiusa (bocca)

  • carlotta // Dicembre 18, 2008 a 9:01 pm | Replica

    Bé, va bè, se la mettete così, mi fate piangere. Comunque Paolo mi ero accorta che non c’era e si sentiva la mancanza. Insomma qua adesso mi vien da commuovermi, perché a me questi bluff che vado via non mi sono mai riusciti, che tutti mi hanno sempre detto va bene ciao vai, e invece voi vi siete agitati, che vuol dire che non siete presi molto bene, a pensarci, però anche che è adorabile questo blog kunderiano.
    Oops, Kundera ha detto delle cose nel Libro del riso e dell’oblio sulla grafomania, che potrebbero far pensare che i blog, ecco a lui i blog non gli piacerebbero.
    Ma il nostro sì!
    Il capo, poi, che non ha niente da fare, si sa (se no non non avrebbe tutto quel tempo per star lì a filare le sue paure dello spam) potrebbe fare due cose (in alternativa):
    a) un bel metablog dove si parla del blog e come e perché si scrive su un blog e del perché a volte capirsi su un blog è così difficile (che non sarebbe mica una cazzata)
    b) un blog parallelo, come nelle storie di superman, non so se l’ho già detto, che leggevo una volta, che siccome erano un po’ noiose perché Superman non poteva mai succedergli niente di grave tutto sommato, allora lo facevano morire, ma in un mondo parallelo.
    ;-)

  • carlotta // Dicembre 18, 2008 a 9:02 pm | Replica

    Mi è venuto il faccino ! Mi è venuto! Grazie Michela.

    Così si fa

  • Mirella // Dicembre 18, 2008 a 10:05 pm | Replica

    ;-)

  • Mirella // Dicembre 18, 2008 a 10:06 pm | Replica

    Ho voluto provare il faccino: funziona! grazie Michela.
    Dolce notte a tutti

  • simone // Dicembre 20, 2008 a 1:27 pm | Replica

    ciao paolo e tutti, ho postato un tema svolto sull’accalappiacani, quello dell’uovo. scusa se non l’ho messo qua, ma ormai è di la. tra l’altro è più di trenta righe, quattro in più. mi han già detto che la prima parte va, la seconda no. niente, volevo dirtelo che non ti offendessi, visto che i titoli erano tuoi e io l’ho svolto di la.

  • simone // Dicembre 20, 2008 a 1:28 pm | Replica

    Ho scritto Paolo minuscolo, prima, ho sbagliato non ti offendere. lo scrivo maiuscolo: Paolo

  • carlotta // Dicembre 21, 2008 a 11:19 am | Replica

    E perché di Amaryllis noi fedelissimi blogger gregari non sapevamo niente?

  • Massimo // Dicembre 21, 2008 a 11:39 am | Replica

    Amaryllis ??
    Bella l’dea del blog parallelo, mi piace, non ho mai letto molto Superman pero che bella idea :-)

  • paolocolagrande // Dicembre 21, 2008 a 3:23 pm | Replica

    Blog parallelo si può fare, in teoria. Il problema che già ho i miei problemi con questo. però se qualcuno mi da una mano lo mettiam su.
    Amaryllis? se fossi una diva del cinema tipo non so Julia Roberts direi: preferirei non parlarne, oppure: ero giovane, dovevo lavorare. Poi dovrei dire cose che non si possono dire su un blog, perchè se le dico qualcuno magari mi denuncia. Ma è stata un’esperienza da dimenticare nel complesso. Ma come fai a sapere di Amaryllis, Carlotta? Dì su, dì su, dì su.
    baci a tutti, scusate se negli ultimi tempi sono stato un po’ indolente. Ma diciamo che non sono in forma psicofisica smagliante. Cioè senza fisica.

    Carlotta, son contento.

    ;-) ;-) ;-)

  • paolocolagrande // Dicembre 21, 2008 a 3:25 pm | Replica

    non ho ancora corretto ma giuro che stasera mi dò da fare da moletta. Tra stasera e domani, va’

  • carlotta // Dicembre 22, 2008 a 9:36 am | Replica

    Eh, come ho fatto a saperlo? fa’ te. Ho parlato con qualcuno che lo ha letto e me ne ha parlato. Perché non era un calendario, vero?

  • carlotta // Dicembre 22, 2008 a 9:45 am | Replica

    il blog parallelo, era per dire, figuriamoci. Però siccome è una forma di scrittura particolare, che a volte -come dire- si avvolge stranamente su se stessa, altre si dispiega vento in poppa, sarebbe interessante ogni tanto capire perché

  • carlotta // Dicembre 22, 2008 a 2:44 pm | Replica

    Ma tu , capo, hai letto un libro bellissimo di Meneghello che secondo me potrebbe essere molto nelle tue corde e si chiama Maredè Maredè?

  • La Strepponi // Dicembre 23, 2008 a 1:10 am | Replica

    S’ hai del mio mal pietade
    io ti ringrazio di tua benignitate.
    Ma mentr’ io mi querelo
    deh, perché mi rispondi
    sol con gl’ ultimi accenti ?
    Rendimi tutti integri
    i miei lamenti.
    Ma tu anima mia se mai ritorna
    la tua fredd’ombra
    a queste amiche piagge,
    prendi hor da me
    queste tue lodi estreme,
    ch’ hor a te sacro
    la mia cetra e ‘l canto.
    Come a te già sopra
    l’altar del core
    lo spirto acceso
    in sacrifizio offersi.
    Tu bella fusti e saggia,
    e in te ripose tutte le grazie
    sue cortese il Cielo,
    mentre ad ogni
    altra de suoi don fu scarso.
    D’ogni lingua ogni
    lode à te conviensi ch’ albergasti
    in bel corpo alma più bella,
    fastosa men
    quanto d’honor più degna.
    Hor l’altre Donne
    son superbe e perfide
    ver chi le adora,
    dispietate instabili,
    prive di senno
    e d’ ogni pensier nobile,
    onde a ragion opra di
    lor non lodansi,
    quinci non fia giamai
    che per vil femina
    Amor con aureo stral
    il cor trafiggami.

  • carlotta // Dicembre 23, 2008 a 9:34 am | Replica

    L’Orfeo, Giuseppa! Adesso me lo vado proprio ad ascoltare.
    A. perché nulla succede per caso, dice un mio amico buddhista
    B. perché sono malatina con la febbre e stavo sul divano a guardare Pingu
    Grazie

  • carlotta // Dicembre 23, 2008 a 9:37 am | Replica

    L’Orfeo, Giuseppa! Adesso me lo vado proprio ad ascoltare.
    A. perché nulla succede per caso, dice un mio amico buddhista
    B. perché sono malatina con la febbre e stavo sul divano a guardare Pingu
    Grazie, aureo conforto di questo blog

  • Francesco // Dicembre 23, 2008 a 12:49 pm | Replica

    Ascoltami, i poeti laureati
    si muovono soltanto fra le piante
    dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
    Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
    fossi dove in pozzanghere
    mezzo seccate agguantano i ragazzi
    qualche sparuta anguilla:
    le viuzze che seguono i ciglioni,
    discendono tra i ciuffi delle canne
    e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.

  • Mirella // Dicembre 23, 2008 a 12:57 pm | Replica

    Ah, Eugenio! E Monterosso!

  • carlotta // Dicembre 23, 2008 a 3:12 pm | Replica

    che bello, ci facciamo dei regali!
    :-)

  • Mirella // Dicembre 23, 2008 a 4:23 pm | Replica

    Hai dimenticato i sandali amore
    i tuoi sandali di desiderio
    li ha trovati sotto il mio letto
    il mio portiere
    scopando notte tempo
    ha trovato i tuoi sandali;
    vieni a prendere i tuoi sandali amore
    i sandali di legno di sandalo
    i sandali di legno biblico
    buttali in testa al Signore
    che ci ha diviso il cuore.
    :-)

  • Francesco // Dicembre 23, 2008 a 4:51 pm | Replica

    La dolcissima Alda è piacere, follia e ludibrio.
    Poesia.

  • carlotta // Dicembre 23, 2008 a 5:00 pm | Replica

    “ Le avremo ben viste anche queste donne -in sogno o no,
    ma sempre nei vaghi recinti della notte-
    sotto le loro criniere di giumente, focose,
    con lunghi occhi teneri dai bagliori di cuoio,
    non già la carne quotidiana in svendita alle nuove
    macellerie di immagini, che ingurgiti
    solo, fra due lenzuola,
    ma l’animale sorella che sfugge e s’indovina,
    ancora meno distinta dai suoi riccioli, dalle sue trine
    di quanto la vaga linea dell’onda sia dalla schiuma,
    l’agile fiera di cui tutti vanno in caccia
    e che il più armato non raggiunge mai
    perché è nascosta più in fondo al suo stesso corpo
    ch’egli non può penetrare -se anche ruggisse di vano trionfo-
    perché ella è solamente come la soglia
    del suo stesso giardino,
    o come un’incrinatura nella notte
    incapace di abbatterne il muro, o una tagliola
    con il sapore di un frutto inumidito, solo un frutto,
    dotato però di sguardo – e anche di lacrime.”

    :-)

  • La Strepponi // Dicembre 24, 2008 a 12:16 am | Replica

    Un giorno esisterà la fanciulla e la donna, il cui nome non significherà più soltanto un contrapposto al maschile, ma qualcosa per sé, qualcosa per cui non si penserà a completamento e confine, ma solo a vita reale: l’umanità femminile. Questo progresso trasformerà l’esperienza dell’amore, che ora è piena d’amore, la muterà dal fondo, la riplasmerà in una relazione da essere umano a essere umano, non più da maschio a femmina. E questo più umano amore somiglierà a quello che noi faticosamente prepariamo, all’amore che in questo consiste, che due solitudini si custodiscano, delimitino e salutino a vicenda.

  • Mirella // Dicembre 24, 2008 a 9:15 am | Replica

    Il buon vecchio Rainer, chissà se e quanto influenzato dalla fascinosa Lou…
    Buon Natale alla Strepponi, al padrone di casa e a tutti i frequentatori del blog.

  • Massimo // Dicembre 27, 2008 a 12:52 am | Replica

    beh, per queste feste son tornato al paesello, come sempre… e ho incontrato un collega di prima, di quando lavoravo qui, e ci siamo salutati, come va come non va, poi lui mi ha detto “la trovo un po’ attondìto, eh, anch’io mi sono un po’ attondìto, ultimamente”.
    e anche se non è un commento che fa proprio piacere, anche se poi è verità, o forse proprio per questo, però ecco a me questa parola attondìto mi è piaciuta, parlando del corpo umano.
    buone feste a tutti!

  • La Strepponi // Dicembre 28, 2008 a 1:23 am | Replica

    I begli occhi ond’i’ fui percosso in guisa

    ch’ e’ medesmi porian saldar la piaga,

    e non già vertù d’erbe, o d’arte maga,

    o di pietra dal mar nostro divisa,

    m’hanno la via sì d’altro amor precisa,

    ch’un sol dolce penser l’anima appaga;

    e se la lingua di seguirlo è vaga,

    la scorta po’ , non ella esser derisa.

    Questi son que’ begli occhi che l’imprese

    del mio signor vittoriose fanno

    in ogni parte, e più sovra ‘l mio fianco;

    questi son que’ begli occhi che mi stanno

    sempre nel cor colle faville accese;

    perch’io di lor parlando non mi stanco.

  • Mirella // Dicembre 28, 2008 a 7:33 am | Replica

    Perché non mi guardi dal televisore?
    Io vorrei solamente uno sguardo
    tra una news e quell’altra, che abbandonassi
    la lettura dei quotidiani economici,
    guardassi lo schermo per dirmi
    “Ti amo Giampaolo, da sempre
    da quando ho iniziato qui a Mediaset
    qui al Tg4″. Io allora potrei telefonare
    al tuo direttore di rete, per chiederti
    in sposa, ci sarebbe anche la diretta
    al nostro matrimonio, e Vespa e Cucuzza
    riuniti per uno speciale d’approfondimento
    un “Porta a Porta” speciale in esterna,
    come al Premio Strega.

  • carlotta // Gennaio 6, 2009 a 8:33 pm | Replica

    Bè, Buon anno
    Ci siamo ancora?
    Chiedo.
    Fievolmente
    c.

  • Massimo // Gennaio 7, 2009 a 9:27 am | Replica

    io si’, di ritorno dalle vacanze
    spero anche gli altri…
    comunque, buon anno

  • Francesco // Gennaio 7, 2009 a 3:39 pm | Replica

    Anch’io sono ritornato dalle vacanze, sotto la neve di Milano.
    Buona anno a tutti
    Francesco

  • carlotta // Gennaio 10, 2009 a 11:14 pm | Replica

    ma questo blog.. defunse?
    :-(

  • paolocolagrande // Gennaio 11, 2009 a 7:35 am | Replica

    No, no, no, non defunge e non defungerà. tranquilli. Sapete che ogni tanto inciampo e cado e faccio fatica a rialzarmi, poi mi rialzo e tutto va bene. diciamo come prima se non meglio di prima.
    E’ che bisogna aver pazioenza con certi soggetti come gli amministratori di blogs diciamo psichicamente fragili.
    oggi stesso metto un nuovo post da far paura.
    comunque buon anno a tutti.
    E’ un tipo di augurio che non faccio mai e mi fa anche un po’ paura ma lo faccio lo stesso, stavolta. Perchè insomma siete bravi a star qua nonostante tutto.
    :-) :-) :-)

  • paolocolagrande // Gennaio 11, 2009 a 7:37 am | Replica

    Insomma facciam finta che il blog si è preso una vacanza per rigenerarsi.
    adesso apparecchio e comincio a portar da bere.

  • carlotta // Gennaio 16, 2009 a 10:33 pm | Replica

    Ehi!
    Mm… ultimo post 11 gennaio. Qua mi sembra l’impero alla fine della decadenza, ma senza l’ambra e il benzoino e soprattutto senza gli schiavi etiopi…
    Comunque capo, siamo tutti un po’ acciaccati, non ce n’è per nessuno, non devi pensare che tu sei psichicamente fragile e noi invece in giro a dire delle cose intelligenti o a fare dei milioni
    un abbraccio
    carlotta

  • michela // Gennaio 17, 2009 a 9:26 am | Replica

    Mi sa che siamo in tanti, ieri andando su uno dei blog che preferisco ho trovato questa
    http://www.shockdom.com/eriadan/
    a disegnarla è un altro grande Paolo (P Aldighieri all’anagrafe). Pur non essendo una lettrice di fumetti vi consiglio di fare un giro da quelle parti, magari anche voi vi appassionate. Eriadan, Federica, BimbaLu, Zirconia e Maya sono una famiglia molto ospitale, io frequento quella casa da più di tre anni e mi trovo molto bene.
    buon anno

  • Mirella // Gennaio 20, 2009 a 10:59 pm | Replica

    Dai, paolocolagrande, forza Master, che noi tutti ti ammiramo e ci stai simpatico e ti vogliamo anche bene… Tirati sù, dai!

  • carlotta // Gennaio 23, 2009 a 10:16 pm | Replica

    Capo!
    Lo so che anche essere il capo del blog è una responsabilità, che magari uno delle volte si sente oppresso e dice basta arrangiatevi senza di me, cosa vi aspettate mai, ma qua si stava bene e ci siamo anche divertiti, non mollare.
    Io in ogni caso sto qua e aspetto come il cane Argo.
    Arf!
    Carlotta
    PS Quando vuoi ripesco Stefano e Viviana e li porto qua in cinque minuti

  • Massimo // Gennaio 27, 2009 a 12:37 am | Replica

    Anch’io aspetto, con (im)pazienza…

  • carlotta // Gennaio 28, 2009 a 7:24 am | Replica

    Ciao Massimo, siamo orfani, mi sa….
    E’ andato via senza nenche salutare…
    Ho perfino usato sei puntini di sospensione, non lo facevo da quando Mick ha divorziato da Bianca Jagger
    snif
    Carlotta

  • carlotta // Gennaio 28, 2009 a 7:24 am | Replica

    Sette, aaargh!

  • michela // Gennaio 28, 2009 a 6:14 pm | Replica

    ma no che non è così, sono pronta a scommettere che non se ne è andato senza salutare. Chi vuole scommettere un aperitivo con me si faccia avanti, poi scegliamo una città equidistante e brindiamo alla nostra.

  • carlotta // Gennaio 28, 2009 a 10:31 pm | Replica

    Io ci sto. Il brindisi equidistante mi attira molto, ma comincio a disperare

  • Massimo // Gennaio 28, 2009 a 11:15 pm | Replica

    eh, mi sa che avete proprio ragione…
    (e anch’io ho messo i miei bravi 3 puntini)

    mi unisco al brindisi, mesto e abbacchiato come un randagio dopo il temporale

    chissà dov’è la citta equidistante?

  • Massimo // Gennaio 28, 2009 a 11:16 pm | Replica

    PS – Bianca e Mick: ma allora siamo più o meno della stessa -ehm- generazione :-)

  • carlotta // Gennaio 30, 2009 a 10:41 pm | Replica

    ehm

  • carlotta // Gennaio 30, 2009 a 10:43 pm | Replica

    La città equidistante dev’essere una gran bella città. Troviamoci lì!

  • Massimo // Gennaio 31, 2009 a 12:17 am | Replica

    Per me va benone, chi altro viene?

    Maestro, ti unisci a noi??
    Maestro?

    Maestrooooo!!!

    sigh

  • Mirella // Gennaio 31, 2009 a 6:00 am | Replica

    Che ne dite di Parma?
    E’ abbastanza bella, direi. C’è il Correggio e il Parmigianino, del buon prosciutto e naturalmente dell’ottimo parmigiano (formaggio), nonché dell’eccellente Malvasia.
    E poi da Piacenza ci si arriva in t’un spéll, vero Maestro?

  • Mirella // Gennaio 31, 2009 a 6:03 am | Replica

    … in t’un spéll: (bol.) alla lettera in uno spillo, ovverossia in un tempo brevissimo, in un attimo

  • carlotta // Gennaio 31, 2009 a 7:44 am | Replica

    Parma è abbastanza equidistante, anche per carattere degli abitanti, direi. Va bene.
    Bene, noi ci siamo, manca sempre il capo, però, ceh secondo me, se non si è commosso finora, dato che ci vuole bene a noi Bimbi Sperduti, come minimo è in Uzbekistan, a fare delle letture
    c

  • michela // Gennaio 31, 2009 a 3:24 pm | Replica

    Piacenza mi andrebbe meglio di Parma (molti più treni a disposizione ed è più vicina) ma anche Parma va bene. A Piacenza sono stata solo una volta, ero ospite di un’amica a Borgonovo Val Tidone e l’unica cosa che mi ricordo di Piacenza è che eravamo andate per comprare una crostata con la marmellata di prugne e dei pezzetti di cioccolata (tipo quelli che ci sono nel gelato alla stracciatella, solo che in mezzo al quella marmellata scura non si vedevano, te li trovavi sotto i denti all’improvviso, bella sensazione), a Parma non ho messo mai piede. Milano non è messa male ma è una città che mi ha sempre messo tristezza e la escluderei. Se nessuno di noi lavora il sabato proporrei un sabato, la domenica le città cambiano faccia. Il primo sabato che mi viene bene è il 21 febbraio (messa così sembra che abbia mille impegni ma non è vero). Che ne dite?

  • Mirella // Gennaio 31, 2009 a 4:38 pm | Replica

    Estendiamo l’invito alla Giusi, che a Parma è di casa.
    Se viene la signora Strepponi, voglio proprio vedere se non si schioda anche il Maestro!

  • carlotta // Gennaio 31, 2009 a 7:37 pm | Replica

    Fico. 21 febbraio.
    Comunque prima che il blog venga oscurato voglio dire agli amici cui può interessare, magari, che io sono su Facebook col mio nome e cognome, Carlotta Giucastro
    FB è un posto meno assurdo di quello che si potrebbe pensare, ho persino ritrovato una cugina di cui non sapevo più nulla

    capo!
    baci
    c

  • Francesco // Febbraio 3, 2009 a 5:26 am | Replica

    Incontrarsi a Parma non è una cattiva idea. Io vengo da Milano, un’ora di auto circa.

    Data l’assenza del Capomastro, non sarebbe il caso di occupare questo spazio virtuale e autogestirlo.
    Anch’io pensavo che FB fosse un posso assurdo, sicuramente voyeristico ma si trovano persone perse nel dimenticatoio.
    Il mio profilo è: Francesco Ciaccia.
    Che dire di aprire un gruppo su FB?
    Francesco
    PS: Grandi Steelers

  • carlotta // Febbraio 3, 2009 a 6:14 pm | Replica

    Che dio ti benedica Francesco Ciaccia, ce ne saranno veti con questo nome su FB!

  • Massimo // Febbraio 3, 2009 a 11:00 pm | Replica

    allora, per quanto riguarda l’incontro per me è un tantino complicato, vivendo tra bruxelles e livorno… però si può fare, basta prevedere un po’ più in anticipo. E allora dico anche la mia sul luogo, che Parma ci sono stato, Bologna anche ma Piacenza no. che poi c’ho anche un amico che ci vive e anche l’idea di girare un bianco dal Gnasso non mi dispiacerebbe. questo per l’equidistante.

    Per quanto riguarda FB, ci sono anch’io (Massimo De Vecchi) e avevo già pensato a fare una pagina per il Maestro, o un gruppo, soprattutto dopo aver visto che l’altro Paolo, Nori, ce n’ha 3. Ma come, mi sono detto, 3-0??
    Poi ho pensato alle affinità informatiche del nostro e mi sono detto, vabbé. Comunque si può fare.

    Abbraccio a tutti.

  • Massimo // Febbraio 3, 2009 a 11:15 pm | Replica

    fatto

  • Francesco // Febbraio 4, 2009 a 3:03 am | Replica

    Carlotta effettivamente non ho dato molte indicazioni per trovarmi su FB. Comunque nella foto sono l’unico scemo che è di fronte ad un piccolo faro. Mi sono cercato (un modo per ritrovare se stessi?!?) con il mio nome è sono il primo della lista dopo la funzione ricerca.
    Non sono molto bravo con internet, se massimo è capace di creare un gruppo su fb, non mi sembra una cattiva idea.
    Anch’io ora sono un po’ fuso con il jet-lag. Pittsburgh è lontana da mia moglie, milano e dal mio mare verde.
    Buon giorno notte (E. Dickinson)

  • Massimo // Febbraio 6, 2009 a 11:42 am | Replica

    Allora, nunzio vobis cha abbiamo la pagina FB per il nostro beneamato maestro:
    http://www.facebook.com/pages/Paolo-Colagrande/52308865657?ref=ts
    :-)

  • paolocolagrande // Febbraio 8, 2009 a 4:57 pm | Replica

    Io dico che trovare della gente come voi non è facile, oggi come oggi. Ciao fratelli e sorelle, mi vergogno molto a ricomparire così, come se niente fosse; bisogna aver una bella faccia di culo, sto pensando in questo stesso istante mentre scrivo, ad abbandonare il bar e poi a un certo punto, dopo quasi due mesi, ritornarci senza mai aver dato notizie di sè, salvo una scappata cretina dove facevo finta che tutto andava bene. Vorrei dirvi tante cose che secondo me in un blog di solito non si dicono, quindi le dico.
    La prima: ieri il mio amico Joe mi ha impontilato (voce del verbo impontilare, v. tr., impontellare, fig.: trarre una persona da terra con veemenza e ricondurla coartatamente a postura eretta. L’atto dell’impontilare spesso precede la minaccia esplicita o la percossa ferina, oppure la paterna reprimenda nel caso in cui l’impontilamento venga praticato con spirito solidaristico e sia quindi mirato a risollevare, oltre che la persona, il morale della stessa) contro il muro nord di Via Abbondanza, dicendomi che non c’è niente di peggio di un morto che sembra un vivo (n.b.: non un vivo che sembra un morto). Mi viene in mente un mio amico tanti anni fa che si chiamava Marchini, storico bevitore, che una volta, nel bere eccezionalmente dell’acqua dentro un bicchiere dove però aveva appena finito di buttar giù del lambrusco secco, disse: non c’è niente di più disgustoso dell’acqua che sa di vino.
    La seconda: leggere le cose qui sopra mi vengono gli occhi lucidi, anzi molto di più degli occhi lucidi non so se mi spiego. Potevate mandarmi a cagare, e invece no, addirittura siete stati lì a tenere in piedi voi il blog e poi e poi… E’ un discorso collegato all’impontilamento di Joe, perchè Joe stesso, che frequenta il blog ma da spettatore perchè non gli piace scrivere, ha detto che oltretutto non è il modo di trattare gli amici che ti voglion bene: gli amici che ti voglion bene sono quelli che dicevo all’inizio, quelli che non è facile trovare oggi come oggi.
    la terza: sono caduto nella trappola del rugare nelle ferite con l’idea che guariscano, dopo aver scritto tutte quelle belle cose nel post sotto il booktrailer di Kammerspiel, che sembravo un guru. Dicevo:
    è inutile frugare dentro le cose per andare a capire a tutti i costi i perché e i per come: ci si mette in una spirale senza fine e le ferite non guariscono. Basta che una metaforica banda ti arrivi davanti per capire che in fondo non c’era gran che da dire o fare, e che le ferite stan già guarendo.
    (Commentavo il passo della canzone di Mina Mazzini che fa: .. Ma poi la banda arrivò e allora tutto passò).
    Ecco. Prendo su la banda. E come F. De Andrè soffio le tristezze dentro il fiume (non mi ricordo la canzone e non ho tempo di cercare il testo perchè ho troppo fretta di dire queste cose che sto dicendo).
    la quarta: c’era in ballo una cena o aperitivo o una pizza o un’altra cosa così e insomma dico la verità sarebbe molto bello. ecco.
    la quinta. Da oggi riprendo ad amministrare come un vero manager dei blog, del resto sono un blogger che si è fatto da sè, scriverei in una ipotetica autobiografia, un selfmade-blogger.
    E c’è un arretrato…
    la sesta, la settima etc.

  • paolocolagrande // Febbraio 8, 2009 a 5:53 pm | Replica

    “…quando ogni angelo è alla catena
    ed ogni cane abbaia,
    prendi la tua tristezza in mano
    e soffiala nel fiume”

  • Mirella // Febbraio 8, 2009 a 8:05 pm | Replica

    EVVIVA! EVVIVA! EVVIVA!
    Anzi E’ VIVO!
    In questi giorni, con un po’ di ritardo visto che uscì nel ‘79) ho letto Boccalone di Palandri. Uno dei personaggi dice: nella paranoia (a quei tempi uno che stava male non si diceva che era depresso o un po’ giù, si diceva che era in paranoia) nella paranoia, dunque, non bisogna scavare, bisogna scavalcarla.
    Un abbraccione.
    Mirella

  • carlotta // Febbraio 8, 2009 a 8:36 pm | Replica

    Capo!
    A me stamattina che ero a Pc, però adesso sono a Mestre, sembra di averti visto vicino a degli enormi conigli di plastica arancione che parlavi con dei signori seri e eri serio anche tu e ho pensato: adesso vado là e gli dico capo, diosanto, ma sei tu? E’ un’allucinazione che sei vicino a dei conigli enormi arancione?
    Dopo non mi sono scalata, come diceva mia zia, e poi avevi una faccia seria da avvocato e poi chissà se eri tu.
    Torna, dài. Andrà tutto bene.
    c

  • carlotta // Febbraio 8, 2009 a 8:46 pm | Replica

    a questo punto la cena bisogna proprio farla, sì

  • paolocolagrande // Febbraio 8, 2009 a 9:07 pm | Replica

    Grazie Mirella, bisogna cavalcare, in effetti. Boccalone l’avevo letto ai tempi, perchè era diventato un libro cult, e se non lo leggevi dovevi spiegare perchè. Però è bello, anche se onestamente dovrei rileggerlo.
    Carlotta! Grosso modo direi che ero io, con la Silvietta (3 anni e mezzo) che spingeva un passeggino rosa con su cicciobello azzurro, ho incontrato due persone che conosco (poco) e più che serio ero alla ricerca di un registro credibile di conversazione, che non ingranava bene. I conigli rossi non so perchè siano lì, non mi piacciono e poi non so leggerne il cosiddetto linguaggio, mi sembrano solo conigli rossi enormi. Potrei però immaginarmi che esca nottetempo dalla loro pancia un manipolo di valorosi guerrieri che mettano a ferro e fuoco la città; in questo caso viva i conigli rossi. Ma è un sogno disperato.
    Dovevi venirmi incontro, anche se devo dire che non ho proprio una bella faccia, di questi tempi, secondo me. Ma è un’opinione.
    Insomma rieccoci.
    vi bacio molto, in ogni caso.

  • michela // Febbraio 8, 2009 a 9:16 pm | Replica

    :-) :-) :-) :-) :-) :-) :-)
    ben tornato

  • paolocolagrande // Febbraio 8, 2009 a 9:44 pm | Replica

    grazie michela,

    :-) moltiplicato per mille

    Eravamo rimasti a Meredè Meredè, suggerito da Carlotta. Non l’ho letto. Ma domani lo chiedo in biblioteca e lo leggo subito.
    Quanto alla cena, sarebbe molto bello. Parma va benissimo ma va bene anche altrove, se si combina altrove.

  • Massimo // Febbraio 8, 2009 a 11:10 pm | Replica

    Son contento che sei tornato, Paolo. Qui ci sentivamo un po’ soli, sai. E poi ho letto di recente Perec, un uomo che dorme, e cominciavo a preoccuparmi…

    Bentornato :-)

  • carlotta // Febbraio 9, 2009 a 7:09 am | Replica

    Secondo me Meredè Meredé, se lo chiedi in biblioteca non te lo danno perché si intitola Maredé Maredé.
    :-)
    Siamo tutti indietro con i compiti secondo me. Non sono neanche più andata sull’Accalappiacani , perché mi faceva malinconia, Nori ha chiuso il suo blog, deve essersi stufato di qualche psicopatico che girava di lì. Insomma, pareva che tutto stesse smobilitando.
    La bambina! Io in realtà in un primo momento non avevo visto te, mi ero fermata a guardare lei che spingeva il passeggino tutta sola e concentrata, parlottando, vicino agli enormi conigli arancio-rossi. Avrei voluto fotografarla: sembrava così sola e nello stesso tempo così autosufficiente e completa, solo i bambini sono così, non tutti però.
    Buona giornata
    :-)

  • carlotta // Febbraio 9, 2009 a 7:18 am | Replica

    (o, Francesco, sarò scema ma io il piccolo faro non lo vedo, vedo una torre, una barca a vela, un Bart Simpson, ma niente faro. A questo punto, o ti amichi tu, o fai uno sforzo e ni dai un’altra indicazione. Saluti affettuosi. :-) )

  • carlotta // Febbraio 9, 2009 a 7:18 am | Replica

    (o, Francesco, sarò scema ma io il piccolo faro non lo vedo, vedo una torre, una barca a vela, un Bart Simpson, ma niente faro. A questo punto, o ti amichi tu, o fai uno sforzo e mi dai un’altra indicazione. Saluti affettuosi. :-) )

  • Francesco // Febbraio 9, 2009 a 9:49 am | Replica

    Buon giorno Carlotta
    quella torre è un faro. Era la torre/faro dove viveva Joyce quando ha iniziato a scrivere l’Ulisse. Ancora una volta non sono stato chiaro. Perdonami. Ti ho “amicato” così dovrebbe essere più facile.

  • Francesco // Febbraio 9, 2009 a 9:55 am | Replica

    Ciao e buon giorno Maestro

    è bello che sei nuovamente tra di noi.
    Facciamo in modo di organizzare una cena, un pizza, un bicchiere di vino, un caffè, qualcosa per stare tutti insieme.
    Per me, va bene Parma o qualsiasi altra città del nord italia. Non ho problemi a venire in auto (da milano) e per il prossimo mese dovrei essere stabile in terra natia.
    I lunedì danno un po’ l’amaro in bocca, come un 2 sigarette fumate di seguito ma auguro a tutti un buona settimana.

  • Massimo // Febbraio 9, 2009 a 10:23 am | Replica

    ma il verbo amicare esiste davvero???

  • Francesco // Febbraio 9, 2009 a 12:21 pm | Replica

    Ciao Massimo

    non lo sapevo che esistesse il verbo “amicare”. L’ho scritto solo per fantasia e per curiosità sono andato su un dizionario on-line che riporta:

    amicare:
    v. trans.
    lett. Rendere amico, accordare, conciliare

    v. rifl. e rifl. recipr: amicàrsi

    lett. Farsi amico.

    Diciamo che mi è andata di “culo”. Comunque ti amicato su FB.

  • carlotta // Febbraio 9, 2009 a 12:47 pm | Replica

    uè, “o ti amichi tu” l’ho scritto io per prima!
    comunque adesso smettiamola di dirci quanto sarebbe bello farsi una cena, bisogna che il capo emetta una data e un luogo.

  • stefano // Febbraio 9, 2009 a 1:40 pm | Replica

    rieccomi, mi porto sempre dietro due valigie piene di grattacapi assortiti, belìn come pesano, ma ormai ci sono abituato, ok per la cena ci sto, e scusate per l’assenza o meglio per la latitanza, più che tornare dovrei costituirmi, posso firmarmi da me la giustificazione visto che i 18 sono passati ahimè da un pezzo?
    ciao
    s

  • paolocolagrande // Febbraio 9, 2009 a 9:22 pm | Replica

    Sto ritornano din forma perchè ho appena perso quello che ho scritto. Salutavo Francesco, Massimo, Stefano, insomma gli uomini. Poi dicevo a Carlotta che in effetti la bimba silvia parlotta spesso da sola e quando è in giro con cicciobello e passeggino vuole camminare per conto suo, distante da tutti e se ti avvicini o la chiami si incazza. Che soggetto.
    Poi dicevo che amicare mi piace, come verbo: esprime molto di più che ammiccare anche se ha una c in meno.
    La cena o l’aperitivo o il caffè o l’amaro o la merenda si può fare anzi si deve fare quando volete. Il 21? benissimo il 21. Parma? Piacenza? se si fa a Piacenza e si decide che è una cena penso io a prenotare, se vi fidate.
    Dicevo poi un’altra cosa, ma adesso non me la ricordo più. Sarà stata poco importante. Ah si, Stefano, cosa dici, il Piacenza si salva?
    Ecco, adesso spedisco prima di perder tutto ancora. e mi sa che qualcosa mi son dimenticato. E’ ora di un nuovo post. entro stanotte lo faccio.

  • paolocolagrande // Febbraio 9, 2009 a 9:29 pm | Replica

    Ah si ecco. In biblioteca non mi hanno dato neanche Maredé Maredé, Carlotta. Era fuori, mi hanno detto. Dico la verità, non avendo ancora letto il tuo commento, ho chiesto proprio Meredé Meredé e la bibliotecaria mi ha riso in faccia e mi ha detto che mi prenderà per il culo in eterno. Anzi mi chiamerà meredè, da oggi. Pensa te.

  • Francesco // Febbraio 10, 2009 a 8:53 am | Replica

    Buon giorno a tutti.
    Il 21 è perfetto. Per la città, lascio decidere gli altri perchè non mi crea problemi raggiungere sia Parma che Piacenza.
    Vorrei unire le sorti del Piacenza al Lecce alla permanenza in categoria.
    Dunque così.

  • carlotta // Febbraio 10, 2009 a 9:10 am | Replica

    Voto Piacenza a questo punto. A Parma non ci so arrivare, non chiedetemi perché, ma ogni volta manco la città di almeno dieci chilometri. Sabato 21 febbraio è perfetto.
    Mi metto in caccia di Viviana, abita su Anobii, credo
    Carlotta

  • paolocolagrande // Febbraio 10, 2009 a 1:37 pm | Replica

    manca all’appello la Strepponi. Signora Strepponi… , Giuseppina! Va bene il 21?

    Potrebbe essere utile la sua presenza perchè magari canta.

  • carlotta // Febbraio 10, 2009 a 3:04 pm | Replica

    Manca anche Alanpollo! Impossibile dimenticarsi di lui.

  • stefano // Febbraio 10, 2009 a 5:26 pm | Replica

    il piacenza? in questo momento mi preme più la questione se si salvi la sampdoria perché, dovendola raccontare per lavoro, trovarmi a maggio a san siro e a settembre allo stadio di gallipoli, che tra l’altro non so nemmeno a chi sia dedicato, non è un bel film

    era da sette anni che non mi interessavo di serie B, nel senso di calcio, ma adesso mi sa che dovrei cominciare a prendere in considerazione un riacclimatamento, hai visto mai.

    comunque sia piacenza che sampdoria hanno in squadra un cassano. ma il vostro gioca in porta

  • carlotta // Febbraio 10, 2009 a 5:36 pm | Replica

    Però se voi parlate di calcio, mi commuovo e mi sembra che siano tornati i vecchi tempi
    snif

  • Francesco // Febbraio 10, 2009 a 6:58 pm | Replica

    Non dimentichiamoci di Massimo, Michela, Mirella. Se la Strepponi viene e canta, chiederò il bis.

    Anche se non sono un grande appassionato di calcio, lo seguo per vie trasverse (bar, tram e colleghi) e mi piace ogni tanto parlarne.
    Faccio volentieri pegno di non affrontare più il tema (da buon Juventino).

  • paolocolagrande // Febbraio 10, 2009 a 8:55 pm | Replica

    Insomma se si salva non si sa, del resto non è così importante, però sarebbe un peccato che non si salvasse. Ad esempio solo io da stasera so che in porta gioca un certo Cassano, ma sarebbe un peccato lo stesso se andasse giù. Dove vanno le squadre che retrocedono dalla serie B?

    Strepponiiiii! allora! il 21?

    Poi avevo promesso un post, sono in ritardo di un giorno, ecco

  • paolocolagrande // Febbraio 10, 2009 a 9:06 pm | Replica

    se volete c’è il post.
    Ho acceso lo stufino.

  • carlotta // Febbraio 11, 2009 a 8:33 am | Replica

    E il post?
    Sì, il 21 per me è ok
    La Strepponi però è un uomo, sono disposta a scommettere qualsiasi cosa, quindi non fatevi troppe idee…

  • Francesco // Febbraio 11, 2009 a 12:51 pm | Replica

    Anch’io non trovo il post. Non è importante.

    Allora la Strepponi potrebbe essere Farinelli?

    Paolo hai già idea per il posto?

    Buona giornata a tutti
    Francesco

  • carlotta // Febbraio 11, 2009 a 3:27 pm | Replica

    Pescato Alanpollo! E trovato il post. Siamo così abituati a pensare che il capo non sa fare un blog che non abbiam pensato che il post è nuovo, non è qua in fila. Vado a leggere.

  • carlotta // Febbraio 11, 2009 a 3:33 pm | Replica

    Bè, se la Strepponi fosse Farinelli, qualche possibilità ce l’avreste.
    Portate il vestito buono, allora :-)

  • stefano // Febbraio 11, 2009 a 5:43 pm | Replica

    Una volta chi retrocedeva andava in C1 ma ora la C1 si chiama Prima Divisione però è sempre quella dove vai se scendi dalla B. Non mi chiedere il perché ma è così.

  • alanpollo // Febbraio 11, 2009 a 10:07 pm | Replica

    Beh, visto che Carlotta mi ha chiamato io rispondo presente. Fatemi sapere luogo e ora del ritrovo e ci sarò. Ciao a tutti. Angelo.

  • michela // Febbraio 11, 2009 a 10:37 pm | Replica

    mi rendo conto che sono un po’ una piaga ma non ci sono treni per tornare a Genova (l’ultimo è alle 20.45) e anche se ci fossero non è che viaggio molto volentieri la notte. Se si facesse pranzo?
    È inutile che pensiate: e prendere la macchina? Non è possibile, non ho la patente (se mi aveste vista nei miei tentativi di guida o anche se solo sapeste il mio grado di distrazione non potreste che appoggiare la cosa).

  • stefano // Febbraio 12, 2009 a 12:24 am | Replica

    scusate se mi intrometto, ma se si facesse pranzo mi sa che non posso io. io che avevo già messo in conto l’ipotesi di dormire in loco, considerando la mia trista condizione di patentato senza vettura di proprietà e la propensione a mangiare e bere incompatibile con la stretta neoasburgica sulle prove del palloncino e via discorrendo.
    urge verdetto salomonico, o segnalazione di locanda economica. moooolto economica, i giornalisti di questi tempi se la passano male.
    poi magari il giornale mi vuole tutto il sabato e la gita passa in cavalleria, potrebbe essere anche così. non per fare la diva ma lo saprò in limine liminis, quindi fate pure senza di me, se poi ci sono tanto meglio, per me dico, per voi non so

  • paolocolagrande // Febbraio 12, 2009 a 10:42 am | Replica

    Siamo tutti indispensabili, e poi il giornalista ci vuole. Insomma Stefano bisogna che ci sia. Michela anche.
    Mi sembra che Stefano sia possibilista anche per un pranzo. L’ovvia (nel senso di ovviamente condivisa) preferenza per locanda economica è presto soddisfatta, c’è solo l’imbarazzo della scelta.
    Da notizie ufficiali la sedicente Strepponi il 21 sera è impegnata per un concerto compatibile, pare, per ragioni di tempo e luogo, con la sua presenza a pranzo qui a Piacenza. La sera evidentemente non può (anzi dovrà alzarsi da tavola non dopo le 16), e dalla settimana successiva è a San Pietroburgo, che è un po’ fuori mano per tutti. Manterrei il 21 visto che mi sembra che la data vada bene. Riassumendo, se facciamo a cena Michela giustamente non può (e la Strepp neanche). Se facciamo a pranzo c’è Stefano un po’ incerto per via del giornale. Per me va bene in etrnambi i casi, abitando qui, idem alanpollo. Per gli altri?

  • carlotta // Febbraio 12, 2009 a 3:48 pm | Replica

    Per me va bene pranzo o cena, tanto vengo dall’altro capo del mondo e dormo da mio fratello, adattandomi anche a convivere con quell’orribile botolo che ha strappato alle leggi della selezione naturale.
    Penso che Stefano intendesse che chi ha problemi per il ritorno la sera potrebbe trovare una “locanda” per dormire.
    Avventuroso ma non impossibile.
    Sperabilmente
    Carlotta

  • Francesco // Febbraio 12, 2009 a 9:39 pm | Replica

    Come già detto nell’altro posto, non ho problemi per entrambi le soluzioni.
    Abito a Milano. Se qualcuno ha necessità di essere accompagnato in un’altra città (sull’asse Milano-Bologna), per mancanza di mezzi o per raggiungere un altro soggiorno da parenti o amici, non esiti a chiedere.

  • stefano // Febbraio 13, 2009 a 12:20 am | Replica

    potrei venire a cena da solo, quando siete andati via già tutti, sarebbe intonatissimo col mio personaggio.
    semmai sarà per un’altra volta. per l’aria che tira nel mio reclusorio, sarebbe già un prodigio riuscire a svincolarmi in tempo per saltare sul 17.50 per bologna. altrimenti mando un videomessaggio.
    e comunque tengo alle regole della democrazia, ce n’è già due prandiali contro uno cenifero che poi sarei io, quindi non si discute. ergo se c’è qualcuno che tira fino a tardi semmai ci si vede per l’ammazzacaffè, senza escludere che poi magari devo dare buca del tutto, boh. io ce la metto tutta.

  • carlotta // Febbraio 13, 2009 a 3:35 pm | Replica

    La Strepponi è un uomo. L’unica donna che potrebbe mettere quei post sono io, ma io non sono la Strepponi.
    Al massimo è un controtenore, ma che non canta.
    (si vede che sono gelosa?)

  • paolocolagrande // Febbraio 14, 2009 a 8:24 am | Replica

    Mi viene il dubbio che tu sia la strepponi e quella che ho creduto di scoprire essere la strepponi non sia la strepponi, benchè abbia, quest’ultima, confermato di essere la strepponi e benchè già io avessi sospetti che la fosse.
    E poi quale gelosia. Sei sempre unica, Cralotta.

  • paolocolagrande // Febbraio 14, 2009 a 8:26 am | Replica

    anche tu Michela

  • paolocolagrande // Febbraio 14, 2009 a 8:26 am | Replica

    e anche tu Mirella

  • paolocolagrande // Febbraio 14, 2009 a 8:26 am | Replica

    e anche tu La strepponi

  • paolocolagrande // Febbraio 14, 2009 a 8:30 am | Replica

    mi rendo conto che il registro del blog sta diventando un po’ ruffiano, ma oggi è la festa degli innamorati
    peccato che si possano fare solo i faccini
    :-)

    Non c’è modo di fare i cuoricini?

  • paolocolagrande // Febbraio 14, 2009 a 8:32 am | Replica

    io passo definitivamente di là nello straccio della polvere di L. Tolstoi

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