rugando nel rudo

Novembre 23, 2008 · 182 Commenti

non è proprio rudo, è un taglio fatto a Kammerspiel, ma quando lo leggo in giro insomma piace

“Son scelte difficili, anche dal punto di vista dei rapporti familiari: coi genitori che dicono agli amici e ai vicini di casa: ma’, il mio Bruno voleva fare a tutti costi questa scuola, io ce l’ho mandato, sai noi siam poco pratici ma lui sembra così portato, e poi il preside un po’ strano vestito da film western ma è tanto una persona simpatica e alla mano: pensa te che ha scritto l’iliade. Insomma, dice ad esempio la mamma dell’allievo Bruno, io e mio marito ci siam fidati, cosa dovevam fare, speriamo bene, che al giorno d’oggi se ne sentono di tutti i colori.

Poi magari un bel pomeriggio quieto mentre la mamma dell’allievo Bruno di scrittura creativa è in casa che tira fuori dalla lavatrice una macchinata di panni, con la televisione accesa su Incantesimi o Vivere o Centovetrine, suona la vicina: dì Gianna, le dice la vicina Antonia stando sul pianerottolo, io lo so che non son fatti miei, non so come dirtelo ma il tuo Bruno in queste mattine ti ha detto che andava a scuola? Sì che andava a scuola, dice tranquilla la Gianna, a scuola di scrittura creativa. Gianna, tu lo sai che io non vorrei mai darti dei dispiaceri, credimi, mi casca il cuore, ma io il tuo Bruno l’ho visto in giro per la città, coi miei occhi, altro che scuola. Il mio Bruno? dice la Gianna, ma in giro dove? Eh, in giro dove, avanti indietro per il mercato di porta palazzo lui e dei ragazzi che tra parentesi avevano delle facce che a me personalmente non mi piacevano neanche un po’, con tutti dei movimenti misteriosi e sospetti in mezzo ai banchi del mercato, curar la gente, guardargli i vestiti, le scarpe, ascoltare i discorsi e poi, dice la vicina Antonia abbassando un po’ la voce, dopo un po’ li han beccati a prender giù i cognomi dei citofoni dei condomini. Ma cosa mi dici Antonia? urla la Gianna. Eh Gianna, cosa ti dico, ti dico che a un certo momento son fin arrivati i carabinieri, un regò. E la Gianna porta una mano alla bocca, entra in casa e si siede, e ogni parola dell’Antonia è una pugnalata al cuore, e intanto che la povera Gianna è lì seduta pallida costernata sulla sedia con la porta di casa aperta arriva l’altra vicina di pianerottolo: però anche te Antonia, dice piano la vicina Giancarla alla vicina Antonia in via confidenziale, potevi mica dirglielo in un’altra maniera, insomma c’è modo e modo, lo sai la Gianna com’è fatta. Oh senti Giancarla, le risponde l’Antonia, io è già una settimana che vedo questo incosciente che va avanti indietro per porta palazzo con fare sospetto, mi son trattenuta fino adesso ma poi mi son detta: Antonia, a star zitti non si fa del bene a nessuno. E la Giancarla a commentare, ma guarda te i figli, tanta fatica metterli al mondo e tirarli su, poi queste son le soddisfazioni; ah cara mia, guarda, dice l’altra, il mio si è messo a fumare, pensa te, che suo nonno ha un polmone solo, c’ho un dispiacere, ma confronto alla Gianna quasi quasi son fortunata; eh si, dice l’altra, possiamo dirci fortunate. Intanto la Gianna continua a piangere.

E la sera durante la mesta cena l’allievo Bruno tutto dogmatico a spiegare agli incompetenti genitori che il mercato di porta palazzo è un primo segmento nel percorso della coscienza del proprio potenziale creativo ritmico gergale comunicativo e via discorrendo, con la mamma che ha gli occhi rossi dal gran piangere e il papà che esce e va al bar che a sentir certe cose gli viene addosso un dispiacere, con tutti i sacrifici che fa”.

 

 

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182 risposte finora ↓

  • paolocolagrande // Novembre 23, 2008 a 9:04 am | Replica

    ecco

  • francesco // Novembre 23, 2008 a 11:56 am | Replica

    io, poi, quel numero di Panta, di cui parli in Kammerspiel, ce l’ho a casa, allora mentre leggevo Kammerspiel poi andavo a rivedere quel numero di Panta, lo vedevo con degli occhi proprio diversi, da come l’avevo sempre visto

  • paolo // Novembre 23, 2008 a 12:17 pm | Replica

    un taglio fato sarebbe un taglio inevitabile?
    belo pero’, sto taglio fato- grazie, ne hai altri?

  • Joe // Novembre 23, 2008 a 3:15 pm | Replica

    Certo che se se stessi più attento quando digiti sul pc… Io l’ho sentito recitato dal vivo, quel pezzo tagliato: ti hanno chiesto, dopo la lettura: “perchè l’hanno tagliato?”. Hai risposto “perchè appesantiva il discorso”. “Ma secondo te lo appesantiva?”. “Secondo me no”.
    beh, neanche secondo me.

  • carlotta // Novembre 23, 2008 a 6:35 pm | Replica

    io non voglio neanche pensare se l’Iliade fosse passata per le mani di un redattore

  • paolocolagrande // Novembre 23, 2008 a 9:11 pm | Replica

    dipende da che iliade.

  • carlotta // Novembre 23, 2008 a 9:31 pm | Replica

    Pensi alla versione di…?
    oddio, mi ero dimenticata che esisteva
    Dici che lui l’aveva scritta lunghissima e poi gliel’hanno tagliata?

  • paolo // Novembre 23, 2008 a 9:33 pm | Replica

    Sul tagliere l’aglio taglia,
    non tagliare la tovaglia,
    la tovaglia non è aglio,
    se la tagli fai uno sbaglio.

  • carlotta // Novembre 24, 2008 a 5:33 pm | Replica

    Un mio amico ha frequentato una scuola di scrittura.
    Gli hanno dato un compito: descrivi un uovo.

  • paolo // Novembre 24, 2008 a 6:30 pm | Replica

    carlotta, scusa, giusto per chiarire, per dire proprio la verita’, sono anni, che qualcuno non mi invita a cena, a parte quando mi intrufulo alle riunioni dell’accalappiacani ogni tanto. A questo punto mi sa che io e te una cena invece ce la dovremmo fare, alla fine.

  • paolo // Novembre 24, 2008 a 6:31 pm | Replica

    ops, carlotta, ti ho risposti nel blog sbagliato…va be’, comunque era solo per dire una cavolata, meglio non dire nulla

  • paolocolagrande // Novembre 24, 2008 a 9:32 pm | Replica

    sì, era quell’iliade lì, che ha scritto Lui. No, non gliel’han tagliata, evidentemente.

    Io direi, se siete d’accordo che si potrebbe scrivere un libro di temi svolti di scrittura creativa e sentire se la casa editrice Bignami ce lo pubblica, non so se esiste ancora la casa editrice bignami. E non so se esistono ancora i libri di temi svolti. Ma era un’idea così, per dare una mano agli allievi: vedere se durante i compiti in classe i docenti di scrittura creativa poi glieli sequestrano.

    Un tema potrebbe essere:
    Descrivere cosa c’è intorno all’uovo, uovo escluso.

  • carlotta // Novembre 24, 2008 a 9:33 pm | Replica

    aaaah, sei lo stesso Paolo. Ciao!
    ti ho risposto di là, nessun problema.

  • paolocolagrande // Novembre 24, 2008 a 9:35 pm | Replica

    secondo tema.

    descrivi sinteticamente (max settecento battute) quello che non hai fatto, e non avresti neanche voluto fare, giovedi scorso dalle 16 alle 18 e perchè.

  • carlotta // Novembre 24, 2008 a 9:37 pm | Replica

    Ecco, ma chissà che cavolo ho fatto. Il primo post è da considerarsi inesistente, ein Hauch um nichts.
    Dov’è il capo?

  • paolocolagrande // Novembre 24, 2008 a 9:42 pm | Replica

    terzo tema

    “Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade
    Ho tanta stanchezza sulle spalle
    Lasciatemi così come una cosa posata in un angolo e dimenticata
    Qui non si sente altro che il caldo buono
    Sto con le quattro capriole di fumo del focolare”

    Criticate ferocemente questa poesia anche se vi piace, soprattutto se vi piace, e come se l’avesse scritta Alfonso Gatto

  • carlotta // Novembre 24, 2008 a 9:42 pm | Replica

    Eccolo!
    mi piace l’idea del bignami. Glielo sequestrano di sicuro. Danno le punizioni corporali alle scuole di scrittura creativa?

  • paolocolagrande // Novembre 24, 2008 a 9:44 pm | Replica

    Quarto tema

    non guardate niente e dite sottovoce cosa vi evoca, poi scrivete la stessa cosa come se la scrivesse il vostro vicino di pianerottolo. Se non avete un vicino di pianerottolo, il residente viciniore con numero civico preogressivo pari.

  • carlotta // Novembre 24, 2008 a 9:46 pm | Replica

    va bè, ma questi temi sono belli! sanno anche di Accalappiacani

  • paolocolagrande // Novembre 24, 2008 a 9:51 pm | Replica

    Non lo so, ma secondo me le punizioni corporali non le danno, le studiano.
    comunque quinto tema:

    “Fate luogo voi, – rispose Lodovico. – La diritta è mia.- Co’ vostri pari, è sempre mia.- Sì, se l’arroganza de’ vostri pari fosse legge per i pari miei”

    continuare la conversazione per altre 5000 battute evitando che i contendenti vengano alle mani o alle armi o facciano pace.

  • paolocolagrande // Novembre 24, 2008 a 9:53 pm | Replica

    Basta così per adesso. Diciamo che entro la fine dell’anno voglio vedere i temi e poi li correggo.

  • carlotta // Novembre 24, 2008 a 9:54 pm | Replica

    Descrivete i sentimenti che prova un pipistrello per il cioccolato.

  • paolocolagrande // Novembre 24, 2008 a 10:00 pm | Replica

    … mettendovi dal punto di vista del cioccolato, però (se no sarebbe troppo facile).

  • paolo // Novembre 24, 2008 a 10:08 pm | Replica

    ciao

  • paolocolagrande // Novembre 24, 2008 a 10:17 pm | Replica

    certo che son temi belli, siam mica qui a sparar cazzate. Comunque a parte gli scherzi, se qualcuno ha voglia di farli, diciamo entro S. Lucia (13 dicembre) poi facciamo insieme la correzione e un post nuovo natalizio.
    Manteniamoci diciamo nelle trenta righe.
    Se l’idea non vi piace come non detto, ma secondo me vien bene.

  • paolocolagrande // Novembre 24, 2008 a 10:19 pm | Replica

    Carlotta, se vuoi ti tiro via quel tuo primo commento, quello quasi uguale al secondo, ho imparato come si fa, giuro, non far complimenti.

  • carlotta // Novembre 24, 2008 a 11:05 pm | Replica

    Sì, ti prego, toglilo, che vedermi così moltiplicata mi dà un senso di vagabondaggio allo stomaco.
    L’idea dei temi è bella, è la tipica idea che adesso non ci dormo tre giorni, che questo blog sembra che non succeda niente, invece poi è pieno di emozioni.

  • paolocolagrande // Novembre 25, 2008 a 8:25 am | Replica

    tolto: facile come cader dalle scale.

  • paolocolagrande // Novembre 25, 2008 a 8:25 am | Replica

    :-)

  • La Strepponi // Novembre 25, 2008 a 8:44 pm | Replica

    Mi sono un monumento eretto non di mano umana,

    ad esso il popolare sentiero non andrà perduto,

    s’è levato più alto colla superba fronte

    della colonna d’Alessandro.

    Non morrò tutto – l’anima nella riposta lira

    vivrà oltre il mio cenere e fuggirà la corruzione, -

    ed io sarò glorioso finché nel mondo sublunare

    anche un solo poeta sarà vivo.

    E per tutta la vasta Russia di me correrà fama,

    ed in essa ciascuna lingua m’invocherà,

    degli slavi il nipote altero, e il Finno, e l’or selvaggio

    Tunguso, ed il Calmucco amico delle steppe.

    E sarò caro a lungo al popolo perché

    nobili sentimenti destai colla mia lira,

    ed in crudele secolo la libertà cantai

    e chiesi grazia pei caduti.

    Al comando di Dio resta docile, Musa,

    senza temere offesa né chiedere corona,

    indifferente accogli la calunnia e la lode,

    e con lo sciocco non contendere.

  • Massimo // Novembre 26, 2008 a 12:02 am | Replica

    Ciao Paolo, grazie della sedia (virtuale, me l’hai data qualche settimana fa in un altro post…): la prendo con un po’ di ritardo (causa vacanza – in Cile – molto bello) ma con molto piacere, ché questo mi sembra un posto bello dove stare e passare un po’ di tempo.
    Comunque, questo pezzo tagliato l’hai messo qui il giorno del mio compleanno, ed è stato un bel regalo. Insieme con l’ultimo Nori e l’ultimo Carlotto, usciti proprio per l’occasione, è proprio un gran bel modo di festeggiare.

  • Massimo // Novembre 26, 2008 a 12:10 am | Replica

    Ah, e mi sono pure arrivati i due numeri dell’accalappiacani…
    C’ho da godere nei prossimi giorni :-)

  • stefano // Novembre 26, 2008 a 12:51 am | Replica

    non vi posso lasciare soli un attimo che guarda cosa mi combinate

  • paolocolagrande // Novembre 26, 2008 a 10:22 am | Replica

    Son contento di averti fatto un regalo involontario, Massimo. Qui c’è un sacco di roba da fare, se vuoi, anche dei temi importanti, ad esempio è arrivata anche la Strepponi, adesso capiremo perchè è passata di qui, se c’è un perchè.
    Ciao Stefano

  • paolocolagrande // Novembre 26, 2008 a 10:58 am | Replica

    sesto tema:

    “sveglierò tutti gli amanti, parlerò per ore ed ore” :
    commentare il brano della celebre canzone di R. Cocciante mettendosi nei panni di un amante svegliato.

  • L’Accalappiacani » Temi svolti // Novembre 26, 2008 a 11:13 am | Replica

    [...] Proposto da Paolo Colagrande nei suoi commenti. [...]

  • carlotta // Novembre 26, 2008 a 3:43 pm | Replica

    Ho provato ad andare dall’Accalappiacani passando per il link che hai inserito tu, capo, e il computer si è messo a ridere

  • Francesco // Novembre 26, 2008 a 5:43 pm | Replica

    Ciao a tutti
    c’è libero accesso fare i temi di Colagrande? Sono molto simpataci e stimolanti. Volevo provarci, spero, solo per piacere personale,spero, e inviarli a Colagrande, spero.
    Grazie mille!
    Francesco

  • Massimo // Novembre 26, 2008 a 11:21 pm | Replica

    Io invece ci sono riuscito, Carlotta… che il mio computer non abbia il senso dell’humour? :-)

  • stefano // Novembre 26, 2008 a 11:58 pm | Replica

    belin, quella di cocciante mi ha fatto caprioleggiare dal ridere
    (a trasloco finito, marinerò di meno)

  • carlotta // Novembre 27, 2008 a 7:36 am | Replica

    No è che qui, pur con il dovuto rispetto, si mettono spesso in discussione le capacità informatiche di Paolo Colagrande. Si vede che il mio computer si è immischiato in dei discorsi che non doveva.
    Stefano, invece di caprioleggiare, fa’ i compiti.

  • Alessandro // Novembre 27, 2008 a 1:22 pm | Replica

    Carlotta, effettivamente lui non ha fatto niente, quel che c’è qui sopra si chiama PingBack, e lo ha mandato L’Accalappiacani automaticamente, per dire a Paolo Colagrande che è stato citato.

  • Massimo // Novembre 28, 2008 a 12:04 am | Replica

    Tema #2
    Allora, io giovedì scorso dalle 16 alle 18 ero al lavoro, come sempre. Però in quel momento lì lavoravo con una collega, anche piuttosto carina. Abbastanza da distrarmi, di tanto in tanto, mi venivano delle idee che col lavoro non avevano niente a che fare. E allora abbiamo parlato un po’ del tempo, che qui di solito quando si parla del tempo è per dire che fa cagare. Qui sarebbe Bruxelles, per i lettori di questo pregiato blog che non mi conoscono, che poi sarebbero tutti credo perché è da poco che lo frequento e infatti so solo qualche nome, a parte Paolo, mi ricordo Carlotta, alanpollo e La Strepponi, che mi evoca un universo mistico che a parlarne mi vengono i brividi. Ecco io giovedì scorso dalle 16 alle 18, io in quel momento non ho dato un bacio a Berlusconi, non ci ho neanche pensato, anche perché mi sta proprio sul cazzo.

  • paolo // Novembre 28, 2008 a 8:39 am | Replica

    tema numero due.
    descrivo sinteticamente (max settecento battute) quello che non ho fatto, e non avrei neanche voluto fare, giovedi scorso dalle 16 alle 18 e perchè.

    GIovedi’ scorso dalla 16 alle 18 non ho scritto su questo blog perchè non sapevo ancora che avrei dovuto scrivere un tema su quello che non ho fatto giovedi’ scorso dalle 16 alle 18. Se lo avessi saputo, avrei sicuramente scritto sul blog giovedi’ scorso, in modo da poter poi raccontare altre cose che non ho fatto giovedi’ scorso che sono sicuramente molto più interessanti che non scrivere sul blog.

  • carlotta // Novembre 28, 2008 a 4:18 pm | Replica

    Ieri, su una bancarella, ho trovato un libro usato che si intitola “Idee per i miei temi”, ed. Vallardi 1948. Uno di questi temi è : Brianza verde e solatia e penso che non sfigurerebbe come traccia n.7

  • paolocolagrande // Novembre 28, 2008 a 8:56 pm | Replica

    Se ci son problemi di collegamenti con links, non prendetevela con me, prendetevela con lo spam.

    comunque,
    tema n. 7 (grazie Carlotta, anzi meriterebbe di essere n. 1):
    Brianza verde e solatia.

  • paolocolagrande // Novembre 28, 2008 a 9:17 pm | Replica

    quando ce ne sono quattro o cinque, correggo. per ora sono arrivati quelli di paolo e Massimo. Francesco l’ha svolto su L’accalappiacani, adesso ci mettiam d’accordo su chi lo corregge.
    Non ho capito se La Strepponi voleva fare un tema o se è passata qui così, per salutare. Però è stato un bel passaggio, speriam che ripassi.

  • paolocolagrande // Novembre 28, 2008 a 9:37 pm | Replica

    mi sono sbagliato, sull’accalappia il tema l’ha fatto fatacarabina non Francesco. Ma vale lo stesso discorso.

  • Francesco // Novembre 28, 2008 a 10:45 pm | Replica

    confermo, non ho fatto nulla. Prendo come data ultima il 13 Dicembre. Anche se non verranno corretti, è bello comunque passarci del tempo.

  • La Strepponi // Novembre 29, 2008 a 1:35 am | Replica

    Tacea la notte placida e bella in ciel sereno..
    La luna,il viso argenteo, mostrava lieto e pieno…
    quando sonar per l’aere in fino allor si muto:
    dolci s’udiron e flebili
    le note d’un liuto
    e versi melanconici un trovator cantò…

    Versi di precie ed umile, qual d’uom
    che prega Iddio.
    In quella ripetevami un nome
    il nome mio!
    Corsi al veron sollecita
    egli era
    egli era…desso!!
    Gioia provai che agli angeli
    solo provar concesso
    al cor
    al guardo estatico
    la terra un ciel sembrò.

  • carlotta // Novembre 29, 2008 a 7:56 am | Replica

    Stanotte ho sognato del lucido da scarpe. Niente: uscivo di casa, entravo in un negozio, compravo un vasetto di lucido nero e uno di lucido marrone, poi pagavo e uscivo dal negozio. Fine del sogno. Non so che dire, sarà tutta questa letteratura fra il minimalista, l’oulipo e l’emiliano che sto consumando negli ultimi mesi che è arrivata a intaccare il mio inconscio.

  • paolocolagrande // Novembre 29, 2008 a 8:25 am | Replica

    traccia facoltativa:

    “La critica è destituita da ogni fondamento”.
    Commentare la frase facendo ogni sforzo possibile per dimenticare che è un dichiarazione del ministro dell’istruzione e dell’università Maria Stella Gelmini. Descrivere anche gli sforzi fatti.

  • paolocolagrande // Novembre 29, 2008 a 8:32 am | Replica

    minimalista, oulipo, emiliano e postkunderiano.
    potremmo chiamarla officina di letteratura irrisolta: oppure, in altra prospettiva, officina di letteratura ipotizzabile.
    Cosa dire de La Strepponi?

  • Massimo // Novembre 29, 2008 a 12:01 pm | Replica

    eh, La Strepponi… un mito, direi

  • carlotta // Novembre 29, 2008 a 1:16 pm | Replica

    Rivoglio il mio inconscio turbato !

  • carlotta // Novembre 29, 2008 a 1:17 pm | Replica

    Quello è un post di Salvatore Cammarano con un disturbo di identità

  • La Strepponi // Novembre 29, 2008 a 1:33 pm | Replica

    Mia bellezza, mio caro cui nessun re somiglia, sono piena di affetto e tenerezza per te e avrai la mia protezione finché vivrò. Devi essere, credo, ancora pin bello dopo il bagno. Ma — cosa strana — non ti amo affatto. Credimi, mia gioia, non ti posso più soffrire. E possibile? Di’ a Michail Potëmkin che sei caduto in disgrazia. Non annunciarglielo all’improvviso: morrebbe dal dispiacere. Beckoj oggi mi ha fatto una promessa. Non ti offendere, non ti dirò quale. Il barone Freederichs per quanto sia malizioso non dirà nulla a tuo cognato. Non riesco a immaginare come entrerà nell’ex sala da biliardo. Delle due l’una: o morirò dal ridere o diventerò rossa come un gambero. Bisognerà forse ammetterlo a cena per fare da contraltare a Elagin? Ti prego anima mia, non introdurre in mia presenza molte persone come lui. Sostituiscono una buona traspirazione. Ascolta mia bellezza di marmo, mi sono svegliata molto allegra e non provo alcuna tenerezza per te; cuor mio, lo stile deve variare e per questo dico che non ho tenerezza. Mi capisci? Addio, mia gioia.

  • carlotta // Novembre 29, 2008 a 3:04 pm | Replica

    E’ Cammarano, non ci sono dubbi. Aveva chiesto al Maestro di poter comparire in palcoscenico vestito da zingarella, ma figurarsi, quello.
    E da allora si comporta così.

  • paolocolagrande // Novembre 29, 2008 a 5:47 pm | Replica

    Mi sembra che con La Strepponi abbiamo preso una bella deriva. Non so cosa sia quella cosa lì, ma ha tutta l’aria di essere una lettera di Caterina II a qualcuno dei suoi ometti, dai nomi che girano nel testo e poi la bellezza di marmo…
    Io personalmente son contento che sia arrivata la Strepponi, soprattutto se è il fantasma di Cammarano. Magari è proprio il fantasma della Strepponi e allora potremmo intervistarla. E qui magari ci salta fuori un’altra traccia di tema svolto.

    Quanto all’inconscio turbato, io credo Carlotta che qui stiamo facendo veramente un’opera importante per l’umanità, stiamo frugando nell’inconscio collettivo che diceva Jung, insomma nei miti primordiali (non so se si dice così ma mi sembra un bel abbinamento), nel linguaggio delle origini, tanto per dire: non so se ci sono altri blogs che fanno queste cose; queste cose sarebbero poi la scienza.

  • marina // Novembre 29, 2008 a 6:57 pm | Replica

    Scusa Paolo, sono fuori tema ma ho assoluto bisogni di dirti quanto mi è piaciuto il tuo libro Fìdeg!
    Non sapevo che tu ne avessi scritto un altro. Domani mi precipito da Feltrinelli ad acquistarlo. Tornerò a leggerti sul tuo blog adesso devo cucinare sob e sigh
    tale marina, en passant

  • carlotta // Novembre 29, 2008 a 9:27 pm | Replica

    Eh, capo, questa è come quando il cane del mio libraio mi mordeva e tu facevi il magnanimo che ti eran simpatici i librai col cane. Sognalo te il lucido da scarpe che io sogno le navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione

  • Mirella // Novembre 30, 2008 a 8:09 am | Replica

    Ho fatto il compito, ma l’ho postato sull’accalappiacani. Ho sbagliato?
    Poco male se non verrà preso in alcuna considerazione, credo di essere andata fuori tema.
    Ciao a tutti.

  • paolocolagrande // Novembre 30, 2008 a 3:40 pm | Replica

    Mi fa tanto piacere Marina. Fermati qui che si sta bene (dopo che hai cucinato), tira della bella aria e siam tutti brava gente.
    Mirella, va benissimo anche se l’hai postato sull’accalappiacani, c’è parentela, contiguità, osmosi. E se sei andata fuori tema va anche meglio. adesso vado a vedere, ma poi aspettiamo che ne arrivi qualcun altro.
    Un mio sogno ricorrente è che scopro che in casa mia (dove si sta strettissimi) c’è un’altra stanza che più che una stanza è una specie di salone dei cinquecento di palazzo vecchio a Firenze, tanto per fare un paragone, e io dico: guarda te, fino ad oggi a lamentarci perchè non c’era spazio.
    Oppure sogno che dietro una via che si chiama via Castello si apre tutta una città in fermento, con piazze e piazzette, mercati e mercatini, anche salite e discese e tanta gente in giro e io a dire: guarda te, bastava girare l’angolo.

    Il lucido da scarpe mi fa venire in mente le trincee sul piave riconquistate di notte con la faccia e l’elmetto spalmati di lucido da scarpe e in bocca un pugnale eccetera eccetera. Cose che raccontavano i nonni, chi ha fatto in tempo ad ascoltarli (io ascoltavo quello di un mio amico a casa sua alle elementari), non so se è una chiave di lettura. Comunque a parte la guerra, io il lucido da scarpe, oniricamente parlando, tenderei ad associarlo ad un desiderio di fuga (dietro il travisamento c’è sempre o quasi sempre una fuga) più che, ad esempio, alle scarpe lucide.
    E’ molto bello che tu sogni di sognare navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. I tuoi allievi (ma anche i tuoi famigliari) son fortunati.
    che dire dei raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhuser?
    e qui ci va :-)

  • paolocolagrande // Novembre 30, 2008 a 3:53 pm | Replica

    Comunque secondo me quella cosa là della strepponi era una lettera di Caterina, e comunque adesso che la rileggo mi sembra bellissima. Grazie sig.ra Strepponi e continui a frequentarci.
    Non bellissima, molto di più. Peccato non sapere esattamente cosa sia (dubito che ce lo dirà lei, La Strepponi), proviamo a cercare quel testo lì: c’è qualche bibliofilo, filologo, bibliotecario insomma una cosa così?

  • Mirella // Novembre 30, 2008 a 4:30 pm | Replica

    Ebbene paolocolagrande, Lei ha indovinato! La lettera è di Caterina II, il destinatario Grigorij Potemkin.

  • paolocolagrande // Novembre 30, 2008 a 5:10 pm | Replica

    Dove l’hai trovata, Mirella?

  • Mirella // Novembre 30, 2008 a 5:57 pm | Replica

    In Internet in un sito di lettere d’amore.
    Eh eh eh, lo dice sempre il mio maestro unico paolonori che gli esperti non servono.
    Non c’entra niente, ma mio figlio compie gli anni e credo proprio che gli regalerò Fideg. Sono sicura che gli piacerà come è piaciuto a me. Kammerspiel non l’ho ancora letto, tranne alcuni brani che ci ha proposto il maestro unico.
    Buona serata

  • carlotta // Novembre 30, 2008 a 6:15 pm | Replica

    Je pense comme une jeune fille s’enlève sa robe.

  • carlotta // Novembre 30, 2008 a 6:15 pm | Replica

    Bataille

  • carlotta // Novembre 30, 2008 a 6:17 pm | Replica

    :-)

  • carlotta // Novembre 30, 2008 a 6:18 pm | Replica

    Ma voi ci credete se vi dico che quando ho inviato il secondo post, quello con la scritta Bataille, è comparsa una scritta che diceva : “stai inviando commenti troppo rapidamente. Rallenta” ?
    Ma adesso wordpress veda di farsi ben bene i cazzi suoi.

  • Francesco // Novembre 30, 2008 a 10:55 pm | Replica

    Paolo
    dei raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhaeuser, penso che andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia (Blade Runner).
    Per Mariella perchè non giocarci il 53 (nave) e il 77 (guerra)? Almeno farci i soldi per un panino che divido volentieri con tutti.

  • paolocolagrande // Dicembre 1, 2008 a 1:51 pm | Replica

    In un lettera a Milena Jasenska, Kafka dice che scrivere lettere è come denudarsi di fronte a dei cadaveri che ciò attendono avidamente.

    Parlo adesso Mr. WordPress e gli dico di farsi un cicinino i cazzi suoi. Forse però il suo, quello di Worpress, è stato un eccesso di zelo o di accondiscendenza nei confronti dell’amministratore che predica la lentezza, l’indolenza eccetera eccetera.

    Mi prendo un morso del panino, magari piccolo.

  • paolo // Dicembre 1, 2008 a 2:48 pm | Replica

    capo, ma io avevo capito che correggevi, perchè se non correggi, fammelo sapere, che io ho fretta che devo mandare il pezzo a babbo natale per sapere se poi mi regala lui la panca antigravitazionale che mi ha consigliato il dottore per cambiare un po’ il mio punto di vista sul mondo. Ma se non correggi, allora a babbo natale la lettera gliela mando cosi’, tanto vale.

  • Mirella // Dicembre 1, 2008 a 4:10 pm | Replica

    Paolocolagrande, la presente per dirti che i sogni che fai tu erano anche i miei sogni ricorrenti di molti anni fa. Io sognavo che in casa mia c’era una stanza della quale mi ero dimenticata e dentro la stanza dei comò e nei cassetti dei comò cose preziose, a volte nella stanza c’era anche una porta che portava sotto ad un voltone attraversando il quale si era subito nella piazza più bella e importante della città. La mia amica Terri, esperta di sogni, diceva che erano aspetti della mia personalità non ancora sufficientemente valorizzati.
    Oggi sogno che non riesco più a raggiungere casa mia, oppure che la stessa è occupata da estranei che non se ne vanno nemmeno prendendoli a calci; in qualche caso tra questi c’è una donna che si chiama come me.
    La mia amica Terri dice che sono aspetti della mia personalità coi quali sono in conflitto.
    Quelli di anni fa erano bellissimi e mi svegliavo tutta contenta, quelli di adesso sono tremendi.

  • carlotta // Dicembre 1, 2008 a 5:02 pm | Replica

    Jeder Engel ist schrecklich. Ogni angelo è tremendo. Quando pensi così dei tuoi sogni di adesso, Mirella, devi assolutamente rileggere la seconda elegia. Oggi sono uscita da un posto orrendo, dopo una riunione di lavoro orrenda e fuori aveva smesso di piovere e c’era un cielo come nei quadri di Altdörfer, tutto nero/giallo e terribile. Bellissimo, ahimè. Insomma, quando si è grandi si prova spavento, a volte, a guardare le cose, perché il nostro cuore ci eccede, come dice l’elegia, ma chi ha voglia di smettere di guardare, dico io?

    (questo post un po’ fuori registro si può perdonarmelo solo se si sa che tipo di pomeriggio ho passato io oggi, potete saltarlo, se volete)

  • carlotta // Dicembre 1, 2008 a 5:07 pm | Replica

    (Anch’io sognavo case complicate e corridoi che si aprivano su stanze di forma irregolare con mobili e cassetti e vani nascosti. Mi piacevano tantissimo. Quando ho letto la descrizione che Lampedusa fa del palazzo di Donnafugata, quando Tancredi e Angelica visitano tutte le seicento e passa stanze, ho provato un piacere grandissimo, che di sicuro c’entrava con quei sogni lì)

  • carlotta // Dicembre 1, 2008 a 5:30 pm | Replica

    (ehm… ancora una cosa, poi basta davvero: io non è che nella vita sono una persona che le dicono “oggi è giovedì lei dice, ah sì, ho letto in Virgilio che delle volte era giovedì anche a Roma, insomma, sono abbastanza normale, giuro, è solo che più passa il tempo più mi rendo conto di quanto la letteratura si è intrecciata alla mia vita come un’esperienza, come l’asilo, o le vacanze, o le bevute fra amici, solo che di solito non sta bene parlarne, invece qua sì, mi sembra che stia bene qua)

  • Massimo // Dicembre 1, 2008 a 10:45 pm | Replica

    beh, per quanto mi riguarda sei perdonata, carlotta, eccome. a volte guardo la gente che cammina o in macchina o sul bus li guardo come dal di fuori, come se non ne facessi parte del loro mondo e mi chiedo cos’è che li fa alzare ogni mattina?

  • paolo // Dicembre 2, 2008 a 8:03 am | Replica

    se ti capita, massimo, leggi un uomo che dorme, di perec (nome pericoloso da queste parti). Parla di non alzarsi la mattina.

  • paolocolagrande // Dicembre 2, 2008 a 10:46 am | Replica

    Credo che a volte le letture si intreccino nella vita più ancora degli episodi della vita stessa. Non voglio fare il dogmatico ma forse è grazie alle letture che scopri cose tue, le sveli o le dissotterri, del resto la funzione della letteratura è anche questa. E’ che di solito, come dice Carlotta, non sta bene parlarne, qui invece si parla proprio di questo, più che di tutto il resto. Insomma ci si può sfogare. Quindi non c’è niente da perdonare, magari da ringraziare, ma qui in questo cortile non c’è obbligo di convenevoli, grazie prego, non c’è di che, ma s’immagini.

    Ad esempio la casa di Raskolnikov (quella che sembra un armadio) mi ha fatto fare molti sogni e quando ho visto la prima volta quella che sarebbe poi stata la mia prima casa da signorino, molti anni fa – 21 mq calpestabili, soffitto basso – morivo dalla voglia di dire a quello dell’agenzia che sembrava la casa di Raskolnikov ma poi poteva sembrare che me la tirassi, invece era per rendere partecipe qualcuno, e lì c’era solo lui, di una piccola scoperta. Proprietarie della mia casina erano due zitelle ricche…

  • carlotta // Dicembre 2, 2008 a 7:53 pm | Replica

    Non mi ero accorta di Perec, Paolo. Lo vedo adesso. Ma come si fa a consigliare a uno che non ti ha mai fatto niente di male, che scopre la guardia perché si sente fra amici, che pensa che la vita delle volte diobono, di leggere Perec? Non ho parole. Sei un essere amorale.
    Comunque magari al capo piace. Io cosa vuoi, come hai visto, chiunque mi può fare oltraggio.
    E non ci metto neanche la faccina.

  • paolocolagrande // Dicembre 2, 2008 a 8:12 pm | Replica

    Forse Perec va letto in francese. Io il francese non lo so, Paolo si, e a lui riescono benissimo anche quei giochi di puzzle o scatole cinesi eccetera. Io, leggendolo in italiano non riesco ad andare oltre le dieci pagine (la scomparsa), oppure trascino la lettura per mesi (la vita istruzioni etc) ma mi rendo conto che è un mio limite: ho letto recensioni strabilianti. Io non riesco a leggere neanche queneau. E a livello di esperimenti mi piacciono di più quelli che facciamo qui, che poi non sono esperimenti.

    Per la correzione aspettavo qualche giorno prima di S. Lucia 13 dicembre.

  • paolocolagrande // Dicembre 2, 2008 a 8:16 pm | Replica


    :-)

  • paolocolagrande // Dicembre 2, 2008 a 8:22 pm | Replica

    secondo me se capitasse di qui La strepponi, sarebbe il momento giusto.

    Mi sembra di essere uno di quei camerieri di ristoranti o pizzerie di piazza Navona che chiamano dentro i clienti. Io una volta proprio in una viettina laterale di Piazza Navona sono stato chiamato, fermato e spinto su una sedia a un tavolino dove mi hanno messo anche davanti una tovaglietta con posate eccetera, tutto in un paio di secondi: ci ho messo cinque minuti per spiegare che avevo già mangiato e che anche sforzandomi non riuscivo a mandar giù niente, ma il cameriere non mi ascoltava e chiedeva: da bere cosa porto?

  • paolo // Dicembre 2, 2008 a 8:52 pm | Replica

    paolo e carlotta-
    pero’ vorrei sapere se l’avete mai letto un uomo che dorme. la disparizione e la vita si puo’ capire che non si leggano facilmente. Io non l’ho letto tutto la disparizione. L’ho leggiucchiato qua e la’ per divertirmi. Non e’ fatto come un testo per essere letto, e’ un testo per essere scritto.

    Comunque scusatemi (anche massimo) per la mia amoralita’. Non lo faro’ piu’, statene certi.

  • paolocolagrande // Dicembre 2, 2008 a 8:56 pm | Replica

    non l’ho letto ma su tuo consiglio lo leggerò volentieri. Carlotta diceva amorale ma come anagramma di
    a.. l’amore…

  • paolocolagrande // Dicembre 2, 2008 a 9:03 pm | Replica

    Ci vorrebbe ancora alanpollo per la domanda che sto per fare, che è una domanda un po’ così, da vergognarsi, infatti non son sicuro di farla ma ormai tant’è. Insomma il blog roll cosa cazzo è? ogni tanto qui dal bureau dell’amministratore mi chiede di aggiungere al blogroll, mi sembra una cosa buona da mangiare, ma non è così.
    Alanpollooooo!

  • carlotta // Dicembre 2, 2008 a 9:10 pm | Replica

    Capo, Paolo sa un antefatto che ho raccontato sull’altro blog che una volta ho litigato con un mio amico, un docente universitario, uno a cui tutti riconoscono un’assoluta intelligenza da così tanto tempo che se ne sono ormai un po’ smarrite le ragioni, per via di Perec, ero a una cena e dopo quella volta lì non mi hanno più invitata, perché uno non ci crede come l’alcool delle volte contribuisce a rendere appassionanti le discussioni di letteratura.

    Però in effetti un consiglio così garbato bisogna raccoglierlo, proverò in francese. Per Perec è l’ultimo appello.

  • paolo // Dicembre 2, 2008 a 9:40 pm | Replica

    Un oritteropo camminava per la campagna. Un gruppo di conigli lo vede – Ha ha ha ! che nasone che ti ritrovi! Sembra proprio il grugno d’un maiale!!! Ha ha ha!!!-
    L’oritteropo se ne va via sconsolato, finche’ s’imbatte in un paio di maiali che si rotolano nel fango davanti a un casolare. – Ehi, guarda, dice un maiale all’altro maiale, guarda che orecchioni lunghi ci ha quello li’! Ho ho ho!!! Sembra proprio un coniglio!-

    A questo punto l’oritteropo si va a rifugiare nella tana della sua famiglia. La madre quando lo vede cosi’ afflitto, gli chiede –Ori, cosa c’e’ che non va?- – Niente, ho visto dei conigli, che mi hanno riso addosso, dicevano che ho il naso da maiale. Poi son passato davanti a due maiali, che si sbellicavano dalle risa dicendo che ho le orecchie da coniglio, ecco!- Ma Ori, tu gli devi dire che sei un oritterepo, non un coniglio, e neanche un maiale. Vai li’, domani, e glielo spieghi-

    Cosi’ il giorno dopo, il nostro Ori va dai conigli. Sono li’ che iniziano col loro Ha ha ha , e Ori – guardate che non sono un coniglio con il naso da maiale – E loro –Ah no? E cosa sei , allora?- -Sono un oritteropo – -Un oriche?- -Un oritteropo!- -Un oritteroporonpompero! Ha ha ha, che nome buffo! Ha ha ha !-

    Allora Ori va dai maiali, che sono gia’ li’ piegati in due dalle risa- …scusate, non so se lo sapevate, ma io non sono un maiale dalle orecchie lunghe….- Ah no? E cosa saresti invece?- – Un oritteropo, punto e basta- – Un oritteropopunto? Parapirapapunzipa’! Ha ha ha ha !!!

    A queste risate, l’oritteropo scappa via, e si va a schiantare contro il muro della fattoria accanto. Cosi’ si ritrova a terra col grugno tutto schiacciato, non sembrava piu’ il grugno di un maiale. Le orecchie pero’, niente da fare, quelle erano ancora da coniglio! Ha ha ha!

  • paolocolagrande // Dicembre 2, 2008 a 10:10 pm | Replica

    strepponiiiiiiii!

  • paolocolagrande // Dicembre 2, 2008 a 10:26 pm | Replica

    Per Stefano che è un po’ che non passa. Io sono sempre in ritardo su tutto, oggi è il 3 dicembre. Ieri l’altro era il 12 anniversario del gol del secolo (tale definito dagli esperti): Pasquale Luiso che segna in rovesciata il definitivo 3-2 per il Piacenza contro il Milan. campionato serie A 1996/97. Il gol mi han detto che si trova su youtube sotto “gol del secolo”, appunto.
    Io non so davvero niente di calcio e un po’ mi dispiace ma gli anniversari …
    e poi l’idea che una squadra (l’unica) composta da soli giocatori italiani per giunta sottosottosottopagati (non solo rispetto ai colleghi di squadra blasonata) facesse dei figuroni in serie a a quei tempi mi metteva un certo ottimismo sul futuro dell’umanità.

    Lo so che non c’entra niente con quello che stavamo dicendo.

  • Massimo // Dicembre 2, 2008 a 10:50 pm | Replica

    beh, grazie per il consiglio Paolo, mi spiace che abbia provocato tutto sto bailamme… io neanche so chi è, Perec, però a questo punto mi sa che lo leggo, anche in francese che tanto qui lo trovo facile che vivo in una città che, appunto, si parla francese all’80% anche se a dire il vero è in terra fiamminga, che loro ci tengono assai, i fiamminghi, a precisarlo

  • Massimo // Dicembre 2, 2008 a 10:56 pm | Replica

    detto questo, vi confesso che mi sento un tantino ignorante a sentirvi, in questo blog, quando parlate di letteratura… cioé, siete tutta bella gente, niente da dire, ci si sta bene qui con voi, Paolo mi ha dato una sedia qualche tempo fa molto gentilmente e io l’ho presa e mi sono seduto e sono contento di stare qui, però ecco, pur avendo letto l’opera omnia di paolonori e paolocolagrande, a volte mi sento un po’ così, un po’ perso nelle vostre citazioni. Magari alla fine imparo pure qualcosa :-)

  • Massimo // Dicembre 2, 2008 a 10:58 pm | Replica

    comunque una cosa credo di saperla: il blog roll, Paolo, credo sia una lista di altri blog che l’amministratore di un blog raccomanda ai suoi lettori, e di solito la piazza nella colonna a lato

  • Massimo // Dicembre 2, 2008 a 11:00 pm | Replica

    che tra l’altro ora che ci guardo c’è anche scritto un po’ più su, in questa stessa pagina, sulla destra… e c’hai pure dei blog rollati dentro… mah!

  • Massimo // Dicembre 2, 2008 a 11:02 pm | Replica

    piuttosto, perché non c’hai l’RSS? che addirittura paolonori ce l’ha, che anche lui mi sembra che non sia proprio un fulmine dell’informatica… eh? perché? qui ti voglio, cosa rispondi? :-)

    scusate il mood logorroico stasera :-)

  • carlotta // Dicembre 2, 2008 a 11:09 pm | Replica

    E Alanpollo che fine ha fatto? Oddìo! gli sarà mica saltata per aria la casa? Capo, se fosse saltato per aria il Facsal, e nella fattispecie Alanpollo, lo sapresti vero?

    Vero?

  • paolo // Dicembre 3, 2008 a 8:18 am | Replica

    un’ultima cosa, poi non dico piu’ niente-
    da un punto di vista prettamente tecnico, dico, io quel libretto di perec l’ho consigliato a massimo per via di quello a cui aveva accennato. (Ciao massimo, piacere!)
    Carlotta dice che in effetti un consiglio così garbato bisogna raccoglierlo, ma non so se si riferiva al mio, perchè , visto gli antecedenti, non mi sarei mai permesso di consigliarti, carlotta, un libro di perec. Anzi, per dirla tutta, te lo sconsiglio. Non voglio responsabilità su eventuali perdite di tempo da parte tua. E’ normale che ci siano gusti diversi. (che poi dipendono anche dai segni zodiacali. Secondo me carlotta è un segno di fuoco, probabilmente del leone) . Il libro l’ho consigliato a massimo (di cui non conosco i gusti) perchè massimo si chiedeva cosa spinge la gente a alzarsi la mattina, e mi è venuto in mente quel libro di perec, perchè è in un certo modo vicino a quella domanda, e cosi’ ho detto a massimo. Poi mi sono semplicemente chiesto , e vi ho chiesto (paolo e carlotta) se parlavate male di perec avendo letto quel libro. Questo non corrisponde a consigliarvelo, dal punto di visto tecnico , diciamo. Che poi di anagrammi o altri giochi /esperimenti letterari, scatole cinesi ecc , in quel libro di perec, e in altri libri di perec, non ce n’è neanche uno.
    Tutto qui.

  • carlotta // Dicembre 3, 2008 a 10:26 am | Replica

    Quasi bingo. Sono dell’ariete, ascendente bilancia, però. Spero che il mio ascendente (che mi sono faticata, nascendo alle 11 di mattina dopo 19 ore di travaglio) faccia di me una persona che è in grado di ripensare i propri giudizi e rivederli, se necessario. In generale, provo un vero e proprio piacere fisico a cambiare idea, come mi regalassero una vita supplementare, sai? Questo non implica necessariamente dire che il libro di Perec che non mi hai consigliato mi piacerà, perché come forse immagini ho qualche perplessità sull’operazione complessiva svolta da GP, però diminuisce il rischio personale che avresti affrontato se me lo avessi consigliato.
    Però non me l’hai consigliato perché sono un segno di fuoco, pazienza.
    Poi c’è la questione dei gusti. Che è interessante. Io pensavo che si potrebbe prendere un accordo, qua, e poi eventualmente estenderlo all’umanità intera. Magari provo a proporlo anche a paolonori. Ci mettiamo d’accordo su due cose: a) che a casa sua ognuno fa quello che vuole b) che tutti i gusti sono gusti. Dopodiché, con la creatività che ci contraddistingue, facciamo uno scarto di lato e proviamo a discuterne lo stesso, come se non fossero verità assodate, affrontando qualche rischio intellettuale e relazionale. Secondo me, potrebbe essere una figata.
    Quanto alla perdita di tempo, ecco, qua io non so proprio da che parte cominciare a spiegarmi. Mettiamola così: è un’espressione di cui non capisco neanche il lessico.
    Faccina, stavolta: :-)

  • michela // Dicembre 3, 2008 a 2:01 pm | Replica

    @ Paolo (non il padrone di casa, l’altro) Hai ragione sui leoni, lo ammetto, siamo un po’ teste di, ma col tempo impariamo anche noi a usare i per me, secondo me, credo, mi sembra e compagnia, magari iniziamo metà delle frasi con No o nel miglior dei casi con Sì ma, però, nell’insieme, non siamo poi così male.
    Tornando all’altro discorso invece, quello degli incroci tra quello che si legge e quello che si vive ieri pomeriggio cercando un quaderno vecchio ho disturbato un pesciolino d’argento che si è messo a correre lungo il muro e mi è tornato in mente un ecosistema trovato in un libro (per me) molto bello, sono sicura che se fossi stata a casa invece che al lavoro sarei andata subito a rileggermelo. La sera invece leggendo il commento con la storia di Ori (che nessuno ha considerato e non capisco se è perché nessuno sa come è fatto quell’animale o se sono l’unica a trovarlo bello) mi è venuto in mente l’Aye-Aye, una bestia stranissima che era disegnata nella prima pagina di un libro d’animali che avevo quando ero bambina.
    Pensando ora che il mio cognome è un nome d’animale mi vien da dire che più che un commento questo sembra uno zoo. Sarà meglio che torni a lavorare invece di cazzeggiare al computer.

  • paolocolagrande // Dicembre 3, 2008 a 4:20 pm | Replica

    Dunque l’RSS, ecco, non è che non lo metto, perchè, insomma, si fa per ragionare, l’RSS una volta io avevo l’RSS ma poi mi han detto che quasi quasi, cioè mio cugino, che era un esperto filologo collezionista di RSS, mi ha suggerito delle cose per via dell’SRR, e allora io, cioè dipende anche dai casi, c’è SRR e SRR, io ne ho guardati un po’ ma poi insomma non mi convincevano, così a prima botta, e allora mi han detto, sempre quel mio cugino lì che non faccio per vantarmi è esperto filologo di SRR, mi han detto che ne arrivavano dei nuovi dalla Svizzera, che era meglio aspettare quet’altr asettimana. Infatti l’RSS di Paolo secondo me è svizzero, che a Bologna arrivan prima che qui, gli RSS, ma domani giuro morissi qui che vado a far spesa e controllo se sono arrivati dalla Svizzera se non sono arrivati gli dico al negoziante ma che cazzo mi dici che arrivano, è un mese che ti ho ordinato degli RRS e mi dici sempre arrivano arrivano poi non arrivano, anche lui, mio cugino, insomma bisogna aver pazienza coi cugini, oggigiorno.

  • Massimo // Dicembre 3, 2008 a 4:38 pm | Replica

    :-)

  • paolocolagrande // Dicembre 3, 2008 a 4:58 pm | Replica

    No tutto a posto, la casa di Alanpollo, nel senso che l’ordigno è stato disinnescato e quindi nessun pericolo per gli abitanti nel famoso raggio di 500 m.: si trattava di una bomba inesplosa della second aguerra mondiale: per una mattina mezza città era inaccessibile ed aevacuata. Poi in dieci minuti han tirato fuori questo rudere e l’han portato via in un posto sicuro per farlo brillare, ma non ha neanche brillato, mi sembra.
    Poi non so se gli è saltata per aria la casa per altri motivi suoi. Speriam di no.

  • carlotta // Dicembre 3, 2008 a 6:04 pm | Replica

    Ignoranza per ignoranza: cos’è l’RSS? Naturalmente questa non è una domanda per il capo, che bisogna avere pazienza, lui questo dell’informatica è un tasto delicato che si capisce che lui ci tiene, e allora delle volte si ha come l’impressione che faccia finta di sapere delle cose, però per il resto è una brava persona.

  • paolocolagrande // Dicembre 4, 2008 a 8:43 am | Replica

    L’rss è espressione acronimica o meta-acronimica per indicare le ex repubbliche socialiste sovietiche. Aggiungendo un’altra lettera, vien fuori ad esempio quella dell’uzbekistan (rrsu) o del Turkmenistan (rsst) dell’estonia eccetera. Tutte cose un po’ antiquate, però.
    resta il mistero di cosa c’entri tutto questo con il blog. Ma quante cose non si spiegano, nel mondo virtuale. Un mio amico di Ivrea che fa il programmatore dice che ci sono aree assolutamente inesplorate e forse inesplorabili, come del resto nell’universo.

  • Massimo // Dicembre 4, 2008 a 11:24 am | Replica

    eh, non faccio per vantarmi ma io di queste cose del mondo virtuale un po’ ne capisco, mi piace abbastanza, pero’ resto ben reale anche un po’ antiquato forse, senno’ mica sarei qui con voi in questo blog, parlare anche di cose come la letteratura e la poesia che c’erano già prima dei blog e del mondo virtuale, anche se poi come ho già scritto in un altro post un po’ mi perdo con tutte le citazioni di scrittori famosi che non ho mai letto, pero’ questo l’ho già detto non voglio ripetermi se vi interessa andate a leggere un po’ più su, basta fare PgUp PgUp sulla tastiera razza di pigroni, bisogna sempre dirvi tutto, il tuo amico di Ivrea mica avrebbe bisogno di tutte queste spiegazioni, fosse qui…

    comunque per rispondere a Carlotta come buona educazione vuole, l’RSS è un modo per essere avvisati quando c’è un nuovo post nel blog, un po’ come sottoscrivere un abbonamento: poi vedi il nuovo post in un “lettore di RSS” che puo’ essere integrato nella tua posta elettronica per esempio o in un portale personalizzato tipo MyYahoo o IGoogle e puoi anche leggerlo senza aprire il blog. Spero di essere stato chiaro… con questo mondo virtuale non è mica facile :-)

  • carlotta // Dicembre 4, 2008 a 3:52 pm | Replica

    Naaa, che cose evolute esistono. Io avrei bisogno di integrarmi un avvisatore automatico in me stessa, un pop up che mi si apre direttamente nel cervello e che mi dice: ricordati che anni fa dicevi di essere comunista, oppure: guarda che il cane è anche tuo, o anche : hai poi capito come dall’Uno derivino i Molti o hai deciso di far credere agli altri che lo sai invece non lo sai?

    grazie Massimo, mi raccomando, non abbandonare questo blog

  • carlotta // Dicembre 4, 2008 a 4:11 pm | Replica

    Oggi uno studente, dopo aver saputo che Gianciotto Malatesta era zoppo e deforme (glielo dico sempre se no dopo lo so che pensano che Paolo e Francesca, puttana lei e traditore lui), mi ha chiesto ma scusi prof. se era zoppo, e anche deforme, com’è che ha fatto a uccidere due persone?
    -Gli ha sparato- ho detto io
    -Ah, vero, che scemo, scusi prof. ha detto lui-

  • carlotta // Dicembre 4, 2008 a 4:13 pm | Replica

    Maledetti trattini.
    Ma capo, uno che scrive i romanzi, com’è che impara a mettere i maledettissimi trattini negli stramaledetti dialoghi?

  • stefano // Dicembre 4, 2008 a 5:55 pm | Replica

    A fine carriera, Pasquale Luiso venne anche qui nella Sampdoria. Nel 2002, primavera, perdemmo in casa col Crotone ed eravamo quasi in C1. A fine partita, per far uscire la squadra dallo stadio e salvarla dalla contestazione dei tifosi, caricarono i giocatori su un bus. Ma un bus vero, di quelli arancioni dell’AMT. Mi ha raccontato un altro giocatore che Luiso, mentre fuori i tifosi lanciavano bottiglie e sassi ecc ecc, schiacciava il pomello della prenotazione delle fermate.
    (da sabato sono stato via quasi sempre, tra cagliari e liegi, sempre con risultati desolanti. a liegi anche paccate di freddo, però i dolci belgi al cioccolato sono erogeni)
    scusa l’assenza
    s

  • Massimo // Dicembre 4, 2008 a 11:14 pm | Replica

    figurati, Carlotta, contento di esser stato utile!
    E a chi lo dici per la memoria, mi butto a pesce su ogni cosa o sistema che mi aiuti a ricordar le cose, roba da matti…
    poi, molto bella quella del tuo studente, personalmente considero che la categoria degli insegnanti si meriterebbe un monumento. Sul serio, sarà che non ho figli ma vi ammiro per come riuscite a restare in contatto con le giovani generazioni. a me a volte sembrano marziani.

  • Massimo // Dicembre 4, 2008 a 11:30 pm | Replica

    eh, stefano, il tempo belga… oggi a bruxelles nevischiava! però non è solo il freddo, che quello poi ci si copre un po’ di più e va là, e neanche la pioggia, ci si abitua a lungo andare, e poi spesso è una pioggerellina fine che non bagna neanche tanto, se cammini un po’ più svelto. No, è la luce, mancanza di. E’ il grigiore costante per giorni, settimane, senza uno spiraglio, e anche quando si apre un po’ è un cielo lattiginoso, spento, mica quelle belle giornate invernali blu cobalto, fredde sì, ma con dei colori che ti scaldano dentro.
    Qui no, qui lo diceva bene Brel, è un plat pays, Avec un ciel si bas qu’un canal s’est perdu / Avec un ciel si bas qu’il fait l’humilité / Avec un ciel si gris qu’un canal s’est pendu / Avec un ciel si gris qu’il faut lui pardonner. Ecco, per darvi un’idea. Io sono otto anni ormai che ci vivo, a Bruxelles, e non mi ci sono mica ancora abituato. E quando posso scappo nella mia Toscana verde e solatia :-)

  • paolocolagrande // Dicembre 5, 2008 a 10:05 am | Replica

    ma allora ce l’ho l’rss! fighi se ce l’ho. Io trovo sulla posta elettronica i nuovi post, quindi vuol dire che ho l’rss, vero? Lo sapevo che facevo carriera come bloggher, ho anche l’rss, non riesco a crederci.
    sono anche un po’ commosso. ma non sto mica scherzando. Ho l’rss. E non me la tiravo neanche, cioè è normale, cosa vuoi che sia, per un amministratore di blogs come me, averci l’rss.
    Non lo dico ai miei bimbi che poi lo vanno a raccontare a scuola ai compagni e alle maestre e sembra che mi dia delle arie a casa.

  • Massimo // Dicembre 5, 2008 a 12:36 pm | Replica

    Beh, tu come amministratore ce l’hai e questo è molto bello, mi sono quasi commosso…
    Però io dicevo di attivarlo per tutti i visitatori del blog, come anche me per esempio. Ma mi sa che sarei l’unico a usarlo (chissà forse Alanpollo, che nonho ancora conosciuto…), quindi lasciam stare, và :-)

  • carlotta // Dicembre 5, 2008 a 3:08 pm | Replica

    C’è un grigio anche qua, vorrei che lo vedeste: ho il computer davanti alla finestra. Però adesso son più contenta, perché con questo grigio qui mi sembra quasi di essere all’estero.

  • carlotta // Dicembre 5, 2008 a 10:11 pm | Replica

    Mi son simpatiche, le nuove generazioni. Non lo so, possono pensare e dire qualsiasi cosa.

  • paolocolagrande // Dicembre 6, 2008 a 10:08 am | Replica

    Di solito mi trattini non li metto, o comunque ne metto pochi. Con word se tu scrivi una parola, poi spazio poi trattino poi spazio, il trattino è corto, poi scrivi un’altra parola poi spazio, il trattino diventa lungo. Diciamo che il trattino corto non mi piace. In ogni caso, meno trattini ci sono meglio è, secondo me.
    Anch’io credo che sia difficilissimo fare l’insegnante, anzi forse è il mestiere più difficile, e anche uno dei più belli, a parte l’avere a che fare con tutto l’apparato scolastico e via discorrendo. Cioè diciamo un lavoro che potrebbe essere bellissimo. Parlo senza cognizione di causa, però ho alcuni amici insegnanti che quando mi parlano dei loro studenti e del loro lavoro io penso che vorrei averli avuti io come insegnanti, altri che mi fan pensare l’esatto opposto. Si capisce subito da come parlano. Non so come la pensiate voi ma secondo me Carlotta va bene come insegnante, mettendomi nei panni dello studente.
    Un mio amico dice che non è faticoso insegnare, è solo molto difficile, cioè dice: non mi verrà mai un infarto (gli infarti che vengono per gli oddìo oddìo oddìo e adesso che ne sarà di me?), ad insegnare, però le crisi ce le ho un po’ sempre. Cioè, da quel che ho capito, non è un mestiere arrogante, è un mestiere difficile. Ci sono dei mestieri arroganti che sono fabbriche di infarti per chi li pratica: sono mestieri sbagliati, da abolire. Parlo sempre di mestieri non manuali, perchè quelli manuali spesso sono infartogeni, non so se si dice così, per definizione, ma come fai ad abolirli.
    Alcuni mestieri detti intellettuali non sono per niente intellettuali, infatti spesso sono praticati da asini mascherati da intellettuali: sono i mestieri arroganti, i più infartogeni che ci siano.
    La prossima volta che nasco voglio fare il maestro di asilo, che è il mestiere che mi piace di più, così dall’esterno.
    E’ un po’ un discorso superficiale, ma abbiate pazienza.

    Insomma ho capito che l’rss non ce l’ho. Sono stato degradato sul campo. Come amministratore insomma un po’ una merda, diciamolo.

  • paolocolagrande // Dicembre 6, 2008 a 10:11 am | Replica

    :-( :-( :-(

  • paolocolagrande // Dicembre 6, 2008 a 10:11 am | Replica

    Mi sto riprendendo. Insomma come si fa a l’rss? Massimooo, Alanpollooo!

  • paolocolagrande // Dicembre 6, 2008 a 10:15 am | Replica

    Dimenticavo di dirvi che martedi sera alle 18.30 al salone dei depositanti del palazzo delle poste di Piacenza, Via S. Antonino ci sarà la pièce drammatica ‘Verdi era di Gorizia’. Ci sono io con il mezzosoprano Anna Maria Chiuri e il pianista Fabrizio Cassi. Se a qualcuno interessa, ma bisogna andare fino a Piacenza.

  • paolocolagrande // Dicembre 6, 2008 a 10:16 am | Replica

    :-( :-|

  • paolocolagrande // Dicembre 6, 2008 a 10:16 am | Replica

    la ripresa è lenta.

  • carlotta // Dicembre 6, 2008 a 1:14 pm | Replica

    Ma dài, il palazzo delle poste, quello con le bugne puntute? Ne hanno fatto un luogo di eventi?
    fighi, che città

  • paolocolagrande // Dicembre 7, 2008 a 8:38 am | Replica

    quello lì. Con le piramidine (forse si chiamano prismi) come palazzo diamanti di Ferrara, ma Palazzo diamanti è del ‘500, be’ insomma lo spettacolino è lì dentro: alle 18.30 chiudono gli sportelli, poi cominciamo.

  • Mirella // Dicembre 7, 2008 a 9:21 am | Replica

    carissimo paolocolagrande, premesso che io di tecnologia non ci capisco un’h, non si potrebbe impostare i post del tuo blog e relativi commenti in ordine decrescente, cioè che gli ultimi li vedi subito invece di dover stare a pigiare il mouse per delle mezzore per far scorrere i post più vecchi (già letti) e vedere subito quelli più recenti?
    Vorrei evitare un’artrosi da mouse all’indice della mia mano sinistra, se possibile, ma non so se sono riuscita a spiegarmi.
    Grazie e buona domenica a tutte/i

  • Mirella // Dicembre 7, 2008 a 12:42 pm | Replica

    quello che rischia l’artrosi e l’anchilosi è l’indice della mia mano destra, sinistro è il tasto del mouse

  • carlotta // Dicembre 7, 2008 a 3:15 pm | Replica

    Secondo me, Mirella ha un po’ ragione, a parte che le anchilosi la mandano un po’ in confusione. Adesso lasciamo che il capo interiorizzi bene questa cosa dell’RSS, poi magari Massimo e Alanpollo gli spiegano questa cosa dell’ordine dei post.
    Il fatto è che il capo avrebbe ormai bisogno di un assistente, che anzi, di solito, è un’assistente. Secondo me Patricia Cornwell ce l’ha un’assistente, la Rowlings pure, Grisham anche, Baricco, poi, ha un’ équipe. Che l’editore si metta una mano sul cuore.

  • carlotta // Dicembre 7, 2008 a 3:31 pm | Replica

    Rowling senza s, ma ho dovuto guardare su google. Allora approfitto per citare anche la Meyer, quella di Twilight, perché tutte le mie allieve, tutte, e nessun maschio, hanno letto il suo libro. Twilight è la storia di un vampiro, straziantemente bello, che essendo eterno e immortale cosa fa, secondo voi? Si iscrive a una scuola media superiore. Dopo dicono che noi insegnanti siamo noiosi. Lì il vampiro fa innamorare una ragazza (bella) con cui vive un amore contrastato e perseguitato, tanto che lei -ciò che è tipicamente femminile- si fa vampira per condividerne destino. Credo che facciano anche sesso, ma come fa sesso uno che è immortale non me lo sono fatto spiegare, per ovvie ragioni, diciamo di rimpianto. Fondamentale è sapere che il vampiro resiste al giorno evitando la luce diretta e indossando occhiali da sole di marca. Non aspettatevi stronzate da festival dell’Unità come aglio e picchetti.
    Mi hanno dello le ragazze che poi, in un volume successivo al primo, lei lo tradisce con un licantropo.
    La Meyer, secondo me anche la Meyer ha un’assistente.

  • La Strepponi // Dicembre 7, 2008 a 9:34 pm | Replica

    Le parole costituiscono il mezzo più efficace per l’innuenza esercitata da una persona sull’altra; le parole costituiscono un valido strumento per indurre modificazioni psichiche in colui al quale si dirigono e, perciò, l’affermazione per cui la magia della parola è in grado di sopprimere fenomeni patologici, anzitutto quelli basati su condizioni psichiche, non ha più un significato enigmatico.

  • La Strepponi // Dicembre 7, 2008 a 10:28 pm | Replica

    Perché tu possa ascoltarmi
    Le mie parole
    Si fanno sottili, a volte,
    come impronte di gabbiani sulla spiaggia.

    Collana, sonaglio ebbro
    Per le tue mani dolci come l’uva.
    E le vedo ormai lontane le mie parole.
    Più che mie sono tue.
    Come edera crescono aggrappate al mio dolore antico.

    Così si aggrappano alle pareti umide.
    E’ tua la colpa di questo gioco cruento.
    Stanno fuggendo dalla mia buia tana.
    Tutto lo riempi tu, tutto lo riempi.

    Prima di te hanno popolato la solitudine che occupi,
    e più di te sono abituate alla mia tristezza.
    Ora voglio che dicano ciò che io voglio dirti
    Perché tu le ascolti come voglio essere ascoltato.

    Il vento dell’angoscia può ancora travolgerle.
    Tempeste di sogni possono talora abbatterle.
    Puoi sentire altre voci nella mia voce dolente.
    Pianto di antiche bocche, sangue di antiche suppliche.

    Amami, compagna. Non mi lasciare. Seguimi.
    Seguimi, compagna, su quest’onda di angoscia.

    Ma del tuo amore si vanno tingendo le mie parole.
    Tutto ti prendi tu, tutto.
    E io le intreccio tutte in una collana infinita
    Per le tue mani bianche, dolci come l’uva.

  • michela // Dicembre 7, 2008 a 10:47 pm | Replica

    @ Mirella. Se vai sulla destra dove ci sono i commenti recenti e clicchi sull’ultimo commento (verbo orribile ma pace) ci arrivi direttamente senza dover aspettare che si carichino tutti i commenti e soprattutto senza problemi per le dita. Se poi il padrone di casa e la maggior parte dei suoi ospiti vogliono cambiare l’ordine ai commenti va bene lo stesso ma, secondo me, con questo ordine è più facile seguire il discorso.

    Buon lunedì di festa a tutti.

  • Mirella // Dicembre 8, 2008 a 11:07 am | Replica

    Ah, ecco com’è! Grazie Michela. Avevo aggiunto questo sito tra i preferiti in un modo che si apriva direttamente sui commenti invece che sulla pagina iniziale. Rimediato.
    Buon lunedì e anche buonissima settimana a tutti

  • Massimo // Dicembre 8, 2008 a 1:53 pm | Replica

    giusto, Michela.
    Però, e mi rivolgo al Maestro, magari è anche giunto il momento di lasciar via un altro post, che questo mi sa che ha un po’ esaurito la sua carica innovativa, non so, se posso permettermi…

  • Massimo // Dicembre 8, 2008 a 4:13 pm | Replica

    mah, avevo scritto un’altra cosa che è sparita… forse è il blog che si vendica perché ne avevo criticato certe carenze di funzionalità tipo RSS? Chissà. Comunque la riscrivo, che era per Paolo (anche per Carlotta, volendo…): ieri ho comprato l’uomo che dorme di Perec e ho anche cominciato a leggerlo, l’inizio mi sembra niente male, devo dire.
    Che poi l’ho comprato a Parigi in una libreria anche grande, e siccome non mi ricordavo il titolo ho chiesto “un libro di uno scrittore di nome Perec”, e il commesso “Georges ?” mi ha chiesto, e io “non so, parla che c’è uno che non si alza più dal letto” e il commesso, giovane tra l’altro, prima mi ha fatto un gesto per dire ottima scelta e poi in trenta secondi l’ha trovato in scaffale. Roba che pensavo alla competenza dei commessi nelle nostre librerie tipo Feltrinelli e mi veniva da piangere…

  • Francesco // Dicembre 9, 2008 a 6:10 am | Replica

    Per la Strepponi: non mi ricordo che la poesia che ha scritto sia di Neruda. L’inciso è dolcissimo.
    Si potrebbe aprire uno spazio in questo blog con i libri che bisogna assolutamente avere a casa?
    Propongo:
    1) Isola d’Arturo – Elsa Morante
    2) I racconti del sottosuolo – Dostokeiski (se si scrivi così)
    3) Mi fermo quì per eccesso di nomi.
    Ciao

  • Francesco // Dicembre 9, 2008 a 6:23 am | Replica

    Per il Capo-Mastro:
    Paolo hai consiglio un modo per riconoscere questi falsi intellettuali, perchè non li ho mai visti. Ci sono persone che si possano veramente chiamarsi così? Forse sono un ago in un pagliaio.

  • carlotta // Dicembre 9, 2008 a 1:50 pm | Replica

    Ecco, a Natale vado a Parigi e mi procuro il Perec. Ma ho smarrito il senso di questa operazione. Perché lo farò? Ah, sì, lo squisito non consiglio di Paolo.
    E il capo dov’è? Ha ragione Massimo che è ora che metta un altro post. Come diceva Ring Lardner, se uno fa un blog è perché vuole farlo, non perché vuole non farlo.
    saluti a tutti i rematori

  • marina // Dicembre 9, 2008 a 8:05 pm | Replica

    Sono quella sempre fuori tema. Sto ancora tentando di capire se kammerspiel mi piace o no.
    magari non te ne frega niente, ma quando lo capisco te lo faccio sapere.
    fa parte dei miei diritti, no? :-)
    ciao, marina

  • carlotta // Dicembre 9, 2008 a 8:17 pm | Replica

    Massimo, ci ho ripensato. Scusa, però, se un francese va alla Feltrinelli e dice. nove su dieci la ragazza gli porta il libro giusto e facciamo un figurone anche noi. No?

  • Massimo // Dicembre 9, 2008 a 10:42 pm | Replica

    dipende cosa dice, Carlotta :-)

  • Massimo // Dicembre 9, 2008 a 10:47 pm | Replica

    però forse hai anche ragione, non so. Il fatto è che non conoscevo Perec, quindi la cosa mi ha stupito un po’. Io prima di andar via e anche ora quando torno in Italia sto vicino a Livorno, li’ la Feltrinelli non c’è ma c’è un altro paio di librerie di quel tipo e a volte quando chiedo un autore (anche tipo, chessò, Colagrande) di solito mi guardan con gli occhi vuoti e vanno a vedere al computer. Detto questo, per onestà aggiungo che alla FNAC di Bruxelles la situazione non è migliore, anzi! Per cui ecco, quel commesso giovane che di botto ha capito e mi ha dato il libro giusto mi ha colpito.

  • Francesco // Dicembre 10, 2008 a 6:30 am | Replica

    Secondo il mio modesto parere, per cercare un libero bisognerebbe andare nelle librerie non tipo Feltrinelli, Mondadori o FNAC. Non so, mi sanno di telepromozioni. Vado a volte in una libreria vicino alla stazione centrale di milano. Quando non conoscono l’autore, tra i diecimila incarta, me lo cercano, lo prenotano e mi chiamano a casa quando arriva.
    Massimo se hai possibilità vai a Lovanio, non so se trovi una buona libreria ma sicuramente la birra è fantastica. Può essere una consolazione. Ciao a tutti

  • carlotta // Dicembre 10, 2008 a 10:34 am | Replica

    scusa Massimo, a causa dello spam, come direbbe il capo, il post è venuto monco. Parlava di un ipotetico francese che va alla feltrinelli e chiede il libro di un certo Eco in cui si parla di un pendolo.
    Così l’esempio funziona meglio, no?
    :-)
    Carlotta

  • Massimo // Dicembre 10, 2008 a 1:27 pm | Replica

    in effetti :-)
    Pero’ dimmi, Perec in Francia è famoso come Eco in Italia?

  • giovanni // Dicembre 10, 2008 a 2:29 pm | Replica

    no

  • Pietro // Dicembre 10, 2008 a 3:12 pm | Replica

    E’ meglio votare Perec oppure Per eco pure perec oppure per eco…?

  • carlotta // Dicembre 10, 2008 a 8:17 pm | Replica

    Secondo me, sì. Comunque anche io sono filofrancese, sono francese chauviniste non contrattabile. Stendhal, invece, era filoitaliano, diceva che i francesi sono degli italiani di cattivo umore. Non aveva mai preso un autobus a mestre, evidentemente, né domandato un libro a un commesso della feltrinelli.
    :-)
    carlotta

  • stefano // Dicembre 11, 2008 a 1:01 am | Replica

    che gabbia di matti

  • Pietro // Dicembre 11, 2008 a 8:12 am | Replica

    Perec non è assolutamente famoso quanto Eco in Italia. Ho vissuto in Francia per cinque anni, e ve lo assicuro. Intanto Eco è ancora vivo, e scrive nei giornali eccetera eccetera, basta chiedere a chiunque abbia letto almeno tre libri in vita sua, che conosce Eco. Arrivo anche a dire che Eco è quasi conosciuto più in Francia di quanto lo sia Perec in Francia. Certo, Perec è conosciutissimo e apprezzatissimo in Francia in ambiti letterari, ma non molto al di fuori. E comunque , primo quello primo questo, Stendhal di qua Stendhal di là, primo , primo , ho vinto io, non tu sei secondo, ma io conosco uno che era primo, che però non vale perchè lo conosceva anche tua sorella, che era la cognata di uno che una volta ha letto Bonnefoy, che diceva sempre, le francesi sono delle senegalesi al buio

  • Pietro // Dicembre 11, 2008 a 8:14 am | Replica

    Perec non è assolutamente famoso quanto Eco in Italia. Ho vissuto in Francia per cinque anni, e ve lo assicuro. Intanto Eco è ancora vivo, e scrive nei giornali eccetera eccetera, basta chiedere a chiunque abbia letto almeno tre libri in vita sua, che conosce Eco. Arrivo anche a dire che Eco è quasi conosciuto più in Francia di quanto lo sia Perec in Francia. Certo, Perec è conosciutissimo e apprezzatissimo in Francia in ambiti letterari, ma non molto al di fuori. E comunque , primo quello primo questo, Stendhal di qua Stendhal di là, primo , primo , ho vinto io, non tu sei secondo, ma io conosco uno che era primo, che però non vale perchè lo conosceva anche tua sorella, che era la cognata di uno che una volta ha letto Bonnefoy, che diceva sempre, le francesi sono delle senegalesi al buio

  • Pietro // Dicembre 11, 2008 a 8:29 am | Replica

    e poi, tanto per dimostrarlo, che io quando parlo non sarò francofilo chauvinista nè mi frega niente di Stendhal e di sua sorella, ecco la dimostrazione della conoscenza di perec o eco nei due paesi, per quanto non completamente oggetiva, ma sicuramente utilizzabile come indice.
    Usando un motore di ricerca (tipo google, oppure yahoo), e cercando solo le pagine provenienti da un deerminato paese (la francia e l’italia), si possono cercare le pagine in cui è menzionato georges perec oppure umberto eco.

    Il risiltato dice:
    in italia
    perec: 8740 pagine
    eco: 238000 pagine

    in francia:
    perec: 63200 pagine
    eco: 81100 pagine.

    quindi, come dicevo, eco è più famoso in francia di quanto lo sia perec, e questo soprattuto per via del nome della rosa.

    ps. Laforgue usava dire, gli adulti sono dei bambini al buio, mentre Cerbere diceva, gli adulti, non mi interessano.

  • Pietro // Dicembre 11, 2008 a 8:31 am | Replica

    Corbière non Cerbère, intendevo

  • Massimo // Dicembre 11, 2008 a 9:32 am | Replica

    no no, c’è un malinteso: non sono filofrancese! né filoitaliano, o forse un pochino, magari… però i francesi guarda, dipende, ma un parigino è un po’ come un pisano o un fiorentino, se lo conosci lo eviti :-)

  • Massimo // Dicembre 11, 2008 a 9:34 am | Replica

    ma mastro Geppetto che fine ha fatto? che qui son giorni che non si vede più, sarà occupato a correggere i temi? o ci avrà abbandonato al nostro destino (che di solito è cinico e baro)?

  • carlotta // Dicembre 11, 2008 a 1:15 pm | Replica

    Eh, Stefano, quando Colagrande va via, noi qui si resta per un po’ nei binari della ragione, poi si deraglia.
    In compenso, dopo giorni e giorni di silenzioso solitario logoramento, mi è venuto in mente chi aveva delle idiosincrasie sui punti esclamativi (qualcuno ricorderà) simili alle mie (che potevano sembrare da professoressa acida). E’ LUI, Giorgio Manganelli, il quale, a proposito di Whitman (di Whitman!), parla di una “irritante fraternità dei vocativi” e di “misticismo turistico esclamativo”
    Aaaah

  • carlotta // Dicembre 11, 2008 a 1:17 pm | Replica

    Massimo, allora la pensi come Stendhal, il che ti fa onore. Io sono antiquata, come è nello spirito di questo blog, e continuo a ritenere di vivere in una grande, immensa, desolata periferia di Parigi.
    :-)
    Carlotta

  • marina // Dicembre 12, 2008 a 8:24 am | Replica

    probabilmente come dice Kraus lo devo leggere due volte :-)
    marina

  • paolocolagrande // Dicembre 12, 2008 a 9:54 am | Replica

    Scusate ragàss, mi sono incartato un’altra volta. Ribadisco che quando resto un po’ assente non è che vi sto trascurando, mi sono solo un po’ disunito, come si dice nel calcio. Adesso fluidifico, con rispetto parlando, e crosso etc etc.
    Domani metto un nuovo post. Ma entro oggi mi metto a pari con tutte le cose dette, che sono belle.
    Stasera a Piacenza presento Ugo Cornia, alle nove. Comunque prima di stasera faccio del bel scrivere qui.

  • Massimo // Dicembre 12, 2008 a 9:55 am | Replica

    Beh, carlotta, ad ogni modo Parigi è bellissima: c’esro il weekend passato, è splendida. E anche le decorazioni natalizie, che a me di solito non piacciono molto, mi fanno un po’ tristezza, lì erano belle anche quelle. Place Vendôme, ah!

  • Massimo // Dicembre 12, 2008 a 9:56 am | Replica

    Ah, guarda, stavo per scrivere tutta la mia preoccupazione per la tua assenza… bentornato, maestro! :-)

  • paolocolagrande // Dicembre 12, 2008 a 10:15 am | Replica

    Manganelli e Withman. Proprio così, irritante fraternità dei vocativi e misticismo turistico esclamativo (applauso a Carlotta).
    Non preoccuparti Marina, altro che se appartiene ai tuoi diritti, e non vai fuori tema perchè qui il fuori tema non esiste, non è contemplato, qui è tutto in tema.
    ‘Parlai di questo in un tema e mi fecero un culo come una tinozza. Ma quel giorno di fine inverno era così bello andar fuori tema con ogni pensiero…’ (Benni)

  • paolocolagrande // Dicembre 12, 2008 a 10:27 am | Replica

    La Strepponi passa, canta e se ne va. Non ci dà spiegazioni, del resto credo che non occorrano, più bello ascoltarla e basta. Speriamo che passi ancora di qua, volevo dirle che martedi scorso ho letto anche delle sue lettere (lettere di Giuseppina strepponi a Giuseppe Verdi, dall’epistolario di verdi ripubblicato da Bur), e mi son fatto l’idea che questa nostra Strepponi sia proprio lei, un bellissimo fantasma nel blog, che sfida lo spam e blandisce l’rss eccetera eccetera. Non so se partecipa anche ad altri blogs, controllerò ma non so se son capace. Sarebbe bello che fosse solo nostra.

    Poi l’idea dell’assistente-portaborse del blog mi sembra giustissima, anzi dovuta, come Eco eccetera eccetera. Mi ci vorrebbe anche un autista a dir la verità, che quando giro in macchina mi stanco un po’: ieri ero a Luzzara ad esempio, che son circa 100 km da casa, non so se mi spiego, e lunedi scorso ero a Busseto, che son un bel 35. L’idea di averci un autista mi è sempre piaciuta: di quegli autisti che chiami all’ultimo momento e dici Edmondo (se avessi un autista lo vorrei Edmondo) per cortesia mi porti a Pesaro (andrei volentieri a Pesaro, con l’autista) poi si fan delle belle chiacchere in viaggio, ci si ferma all’autogrill a prendere insieme il caffè. Magari gli leggerei il giornale ad alta voce.

  • carlotta // Dicembre 12, 2008 a 2:35 pm | Replica

    Pietro me l’ero perso. Quando ho scritto i suoi post non c’erano. Mi dispiace che non gli freghi niente di Stendhal e di sua sorella (si chiamava Pauline, come quella di Leopardi, lui la adorava, le scriveva lettere lunghissime in cui le consigliava di leggere Corneille e Racine, naturalmente, poi l’Art poetique di Boileau, poi le sublimi tragedie di Shakespeare (pron. Chexpire, le scriveva), poi La Bruyère, le Revolutions romaines, de Suède e de Portugal di Vertot, poi Vauvenargues, Sofocle… Insomma, si prendeva un sacco cura di lei, che invece mio fratello me le suonava e basta.
    Quindi Pietro se vuoi fregartene di qualcuno, mio fratello se lo merita di più.

    Salve capo, ma che giri hai su e giù da Luzzara?

  • Pietro // Dicembre 12, 2008 a 3:45 pm | Replica

    poi adesso che mi ricordo, c’era Alexie Sherman che camminava basso per le strade di Spokane e diceva sempre di suo padre ubriaco, era un buon padre ubriaco- invece Richard Brautigan non poteva dirlo, perchè suo padre non l’ha nemmeno conosciuto, casomai lo diceva a Edna Webster, mentre invece Tom Kromer si buttava sui treni mentre passavano e non aspettava nulla, lui, per definizione- al contrario dei bordelli del mare, sempre di Corbière, che poi Lautremont anche lui, se era lui, sempre per dire, a vent’anni a Parigi la comune poteva essere una gran cosa, ma sempre meno di Montevideo , come diceva il vecchio Dino, che poi anche lui, Arthur, l’aveva letto, è ovvio che l’aveva letto, anche se poi questo Jemia non lo ammetterebbe mai- Invece Diego Rivera non l’ha mica conosciuta Jemia, ma solo suo marito, che poi ci ha scritto un libro, anche se in realtà doveva parlare di Tina Modotti, ma poi non l’ha mica fatto, lui…peccato, però poi, figurati, l’ha scritto Pino, il libro su Tina Modotti…

  • stefano // Dicembre 13, 2008 a 2:49 am | Replica

    ugo cornia dev’essere un’altra sagoma, il suo ultimo libro è riuscito. siete una bella banda, voi transappenninici
    ciao
    s

  • carlotta // Dicembre 13, 2008 a 4:43 pm | Replica

    Pietro, hai provato ad avvitare le orecchie un po’ più strette? Delle volte funziona.
    :-)

  • mimmo // Dicembre 13, 2008 a 6:19 pm | Replica

    Terzo tema:

    Prima di tutto,lasciatemi esprimere il più vivo stupore per la forma usata dall’autore,la poesia! Costui dunque si ritiene un poeta,come l’Alighieri,il Beccatelli,l’Ariosto..mah! la presunzione sembra davvero essere il male di questo secolo..
    In quest’epoca di agili comunicazioni elettroniche il ricorrere a queste antiche forme espressive sembra essere spesso solo una snobistica posizione d’antan,volta a rivendicare una diversità che quasi sempre si rivela,solo presunta.
    Non sarà che conscio della miserevolezza dei contenuti ha tentato di camuffarli ricorrendo ai prestigiosi abiti della poesia ?
    Vediamoli dunque questi contenuti ,entriamo nel merito:
    “Non ho voglia,non ho voglia”..ma che inizio amico caro! Se non ha voglia lei,si figuri noi! E un po’ di intraprendenza suvvia! E poi si capisce che non abbia voglia .se lei,per una semplice passeggiata,pensa di dover ricorrere a tali metafore,tuffarsi in un gomitolo di strade..e perché mai?non le hanno insegnato che le cose semplici sono le migliori da farsi?prenda l’ascensore se si trova così in alto come ci vuole far credere,se proprio ha questa insopprimibile necessità di fare comunque cose inusuali,prenda le scale ed esca,senza perdersi in vicoli e vicoletti chè poi riprender la diritta via (come diceva,quello si,un poeta)risulterebbe difficile ma si accontenti del corso principale,della piazza del paese.La finta umiltà con cui il protagonista dipinge sé stesso è degna poi del più narcisista dei vittimisti , “lasciatemi come una cosa posata e dimenticata in un angolo”..ora,io non conosco la provenienza territoriale del “poeta”in questione,ma questa frase tradisce a mio avviso,una sicura origine meridionale,solo in quelle zone infatti è concepibile una tale strafottenza,un tale amore per il disordine;per fortuna le nuove generazioni sembra stiano abbandonando tali costumi anche in quei luoghi!
    I versi finali,(versi, scusate se accenno un sorriso a questa parola..)altro non sono che il risultato della mancanza d’iniziativa,mischiata a puerili sogni di grandezza che abbiamo esaminato già nelle parole precedenti;a cosa porta tutto questo? Ad un misero ambiente,le parole sembrano quasi dipingere un umile ambiente, con un tavolaccio di legno ,dove il protagonista,stanco di tutto ciò che non ha fatto,può apprezzare,da solo,il tepore di un qualche focolare,probabilmente una stufa a gas.
    In conclusione,uno scialbo,nella forma, e miserevole ,nei contenuti, insieme di parole,ma non scomodiamo il termine poesia,per favore.

  • pietro // Dicembre 13, 2008 a 7:04 pm | Replica

    A dire il vero non avevo mai sentito questa cosa sulle orecchie….ma mi fa venire in mente La testa di Augustin , con il vecchio che aveva i piselli nelle orecchie, e anche i giochi di Bernard Demerse, ma soprattutto Jean Lescure:
    Quando parli sento la mia voce
    se urli ci sara’ il vuoto
    e io giaccio sopra la nostra morte
    ne’ tu ne’ io ci siamo

  • paolocolagrande // Dicembre 13, 2008 a 10:01 pm | Replica

    sembra che sono assente, ma è perchè sto correggendo. Domani altro post, che questo ormai è lento come un’asfaltatrice.

  • Massimo // Dicembre 14, 2008 a 1:46 pm | Replica

    bella, questa delle orecchie, Carlotta :-)

  • Massimo // Dicembre 14, 2008 a 1:47 pm | Replica

    …e anche la metafora dell’asfaltatrice non è male
    Però, mi ci sono affezionato, a questo post

  • La Strepponi // Dicembre 14, 2008 a 11:12 pm | Replica

    Semion Semionovich, puts his glasses on, looks at a pine tree and he sees that in the pine tree sits a man showing him a fist.

    Semion Semionovich, takes his glasses off, looks at the pine tree and sees that there is no one sitting in the pine tree.

    Semion Semionovich, puts his glasses on, looks at the pine tree, and again sees that in the pine tree sits a man showing him a fist.

    Semion Semionovich, takes his glasses off, looks at the pine tree and again sees that there is no one sitting in the pine tree.

    Semion Semionovich, puts his glasses on, looks at the pine tree, and again sees that in the pine tree sits a man showing him a fist.

    Semion Semionovich does not want to believe this phenomenon and considers it to be an optical illusion.

  • La Strepponi // Dicembre 14, 2008 a 11:33 pm | Replica

    Semion Semionovich, si mise gli occhiali, guardò il pino e vide che sul pino era seduto un uomo che gli mostrava il pugno.

    Semion Semionovich, si tolse gli occhiali guardò il pino e vide che non c’era nessuno seduto sul pino.

    Semion Semionovich, si rimise gli occhiali,guardò il pino e vide di nuovo che sul pino c’era un uomo che gli mostrava il pugno.

    Semion Semionovich, si tolse gli occhiali , guardò il pino e vide che lì non c’era nessuno che mostrava il pugno.

    Semion Semionovich, si rimise gli occhiali,guardò il pino e vide che sul pino era seduto un uomo che gli mostrava il pugno.

    Semion Semionovich non volle credere a questo fenomeno e lo considerò un’illusione ottica.

  • carlotta // Dicembre 15, 2008 a 11:22 am | Replica

    va bè dài Giuseppina Charms è facile

    CAPO CAMBIA POST, faccio in tempo a cuocere le tagliatelle Buitoni intanto che il pc lo carica

    però ha ragione Massimo, ci si affeziona anche ai post, sarà per questo che si chiamano post

  • Francesco // Dicembre 15, 2008 a 3:53 pm | Replica

    Per Carlotta:
    sono proprio impreparto, ma chi è Giuseppina Charms ?

    Per La Strepponi
    E’ Semion Semionovich ?

    Grazie mille!

  • Pietro // Dicembre 15, 2008 a 4:10 pm | Replica

    G C è la sorella del cognato di Daniil (Charms), credo

  • paolocolagrande // Dicembre 15, 2008 a 4:40 pm | Replica

    … che poi ha sposato la Carlona che abitava ai Dossarelli prima che le venisse la sciatica, che ai dossarelli aveva una casa al primo piano senza ascensore allora ha dovuto andare ad abitare a Santantonio in un appartamentino al piano terra. E’ qui che ha conosciuto il nipote di Arrigo Boito.

    Io invece ho qualche problema con Bernard Demerse e Jean Lescure.
    Fighi cambio post, magari provvisoriamente, perchè qui sembra il mio ex televisore condor.

  • Pietro // Dicembre 15, 2008 a 4:44 pm | Replica

    che tipo di problemi con bernard & jean?

  • carlotta // Dicembre 15, 2008 a 5:29 pm | Replica

    Il bello di questo blog è che una si dimentica una virgola fra Giuseppina e Charms e subito si va to the infinite and beyond
    Poi si torna a essere come gli avvoltoi del Libro della jungla di Disney: “Cosa facciamo?”
    “Non so, tu cosa vuoi che facciamo?”

    due citazioni di cartoni, non so se mi spiego

  • La Strepponi // Dicembre 15, 2008 a 6:34 pm | Replica

    C’era una volta, o forse non c’era.
    Molto, moltissimo tempo fa, in una terra non troppo lontana, quando la paglia veniva passata al setaccio, l’asino era il banditore della città e il cammello era il barbiere… quando io ero più vecchio di mio padre e lo dondolavo nella culla se lo sentivo piangere… quando il mondo era sottosopra e il tempo era un cerchio che girava e girava. Così che il futuro era più vecchio del passato e il passato era integro come un campo appena seminato…
    C’era una volta, o forse non c’era. Un tempo le creature di Dio erano numerose come chicchi di grano e parlare troppo era peccato, perché potevi dire ciò che non dovevi ricordare, e potevi ricordare ciò che non dovevi dire.

  • paolocolagrande // Dicembre 15, 2008 a 8:33 pm | Replica

    Neanche questa so, come quegli altri due là, Demerse e Lescure.
    Spostiamoci di sopra in Continuando a rugare nel rudo, si sta bene.
    Anzi, avevo già apparecchiato e anche cominciato a mangiar qualcosa.
    Lì la Strpponi è già diventata la giusi. Speriam sia d’accordo.

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