dice Francesco Maria Arouet

Giugno 4, 2008 · 7 Commenti

Dice Francesco Maria Arouet, detto volgarmente Voltaire, filosofo illuminista, che quando colui che ascolta non capisce colui che parla, e quando colui che parla non sa cosa sta dicendo, questa è filosofia.

 

“L’essere tenuto immerso

dell’esserci nel Niente

sul fondamento dell’angoscia latente fa dell’uomo il luogotenente

del niente”

 

“Nel domandare del Niente accade un tale andare oltre l’ente in quanto ente nella sua totalità”

 

(M. Heidegger)

 

 

“E io vado all’osteria a trovar padron migliore”

 

(L. Da Ponte)

 

 

 

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7 risposte finora ↓

  • stefano // Giugno 4, 2008 a 9:03 pm | Replica

    Ora che rivedo bene la foto, ma sì. Certo che era lei, al reading di Di Consoli a Cremona, in prima fila. E sì che la sera prima, a Di Consoli, glielo avevo pure detto che il suo primo libro mi era piaciuto molto e che avrei rattamente comprato il secondo. Pazienza, vuol dire che i complimenti di persona glieli farò un’altra volta.
    Saluti
    S.R.

  • paolocolagrande // Giugno 5, 2008 a 4:06 pm | Replica

    Grazie Stefano. Son contento sia del tuo giudizio su Fideg sia del ratto acquisto di Kammerspiel (e anche di essere stato a Cremona a sentire Andrea, che vedo – e leggo e ascolto – sempre molto volentieri).
    alla prossima

  • stefano // Giugno 5, 2008 a 7:39 pm | Replica

    infatti sto ridendo come un insensato, o uno che per ragioni giornalistiche bazzica col cannocchiale rovesciato il mondastro di voi letterati (dico “voi” con ironia), anche il tuo secondo libro valeva la spesa, lo sto consigliando a cani e porci, ovvero la gente che conosco, accontèntati. prosit
    s.r.

  • paolocolagrande // Giugno 7, 2008 a 8:19 am | Replica

    cani e porci van benissimo, sono i miei preferiti. Altro che accontentarsi. Grzie ancora e prosit.

  • stefano // Giugno 18, 2008 a 5:37 pm | Replica

    finito. per la verità lo avevo finito parecchi giorni fa, ma solo adesso realizzo che era giusto omaggiarne l’autore. come nel tuo precedente libro, l’ironia sui “colleghi” (“la moglie dell’attore che faceva Padre Pio”) e sui loro canoni (Voltolini che spedisce gli allievi della Holden a studiare i citofoni) strappano l’applauso. per non parlare della cialtroneria che regge il mondo dei giornali, cui appartengo: in posizione marginalissima, ma appartengo.
    mi piace il tuo stile, anziché leggere un libro sembra di star a sentire un amico – dico amico perché la pensa come te sul meta-mondo dei libri e sugli scrittori e altri animali – dall’altra parte del tavolino che te ne racconta una e poi un’altra. sempre in un clima da bohéme intellettuale che mi richiama il film di kaurismaki: se non l’hai visto, vedilo, l’atmosfera di quel film somiglia molto a quella dei tuoi libri.
    ciao, complimenti, alla prossima
    s

  • francesco // Giugno 19, 2008 a 6:49 pm | Replica

    c’era anche qualcuno, che a me personalmente è più simpatico di Francesco Maria Arouet, detto volgarmente Voltaire, che diceva Le cose, c’è più gusto a non capirle che a capirle: le volte che ti metti a capirle, e poi magari le capisci, ti si rivoltano contro.
    (oh, comunque, scoprirti blogger, non me l’aspettavo)

  • paolocolagrande // Giugno 20, 2008 a 4:34 pm | Replica

    Guardo il film poi vi so dire.
    Mia Zia Dora, morta a cento anni nel 2005, faceva i conti sempre a mano su un foglietto. Quando cercava di usare la calcolatrice sembrava me adesso che faccio il blogger.
    Bella citazione, Francesco.

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